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Stress test, banche europee al rush finale per i dati in Bce

Gli stress test delle banche europee arrivano al rush finale. Entro venerdì 17 gli istituti del Vecchio Continente sono chiamati a inviare a Francoforte i template degli esercizi che mettono alla prova la tenuta delle banche in uno scenario economico di base e in uno avverso. Un round di esercitazioni, quelle definite dall’Autorità bancaria europea e coordinate dalla Bce, che riguarda 53 banche a livello europeo, di cui cinque italiane, ovvero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi.
L’incontro a Francoforte
A chiarire gli ultimi dettagli sugli stress test è stata la stessa Banca Centrale Europea. Che ieri, in un incontro riservato tenutosi a Francoforte tra il capo della divisione micro-prudenziale, il tedesco Korbinian Ibel, e diversi rappresentanti dei principali istituti europei, ha voluto confermare la road map prevista, con la disclosure dei risultati fissata per luglio.
Entrando più nel dettaglio, dalla prossima settimana, a quanto risulta al Sole 24Ore, scatterà di fatto la revisione finale dei dati inviati dalle banche da parte di Eba e Bce. Le Authority esamineranno nel dettaglio i modelli ricevuti dagli istituti, e li metteranno a confronto sia con i peer europei di riferimento che con quelli dei singoli mercati domestici. A quel punto, alla luce delle risultanze, ci sarà spazio per le consuete controdeduzioni delle banche. Quando i risultati saranno “vidimati” da parte di Eba e Bce, e una volta inviati preliminarmente ai Ceo dei singoli istituti, gli esiti saranno resi noti al mercato. Secondo le indicazioni, come detto, il “velo” si alzerà entro luglio.
Calendario simile per le restanti 80 banche europee sotto la Vigilanza di Francoforte (tra cui le altre 10 italiane) che sono state coinvolte invece “solo” negli stress test separati della Bce. Il termine per l’invio dei dati relativi agli stress test dovrebbe essere fissato per la settimana successiva, ovvero venerdì 24 giugno. In questo caso, tuttavia, l’esito finale delle prove prevede solo una comunicazione riservata alla singola banca senza alcuna disclosure pubblica.
Gli effetti nello Srep 2016
Come noto, al contrario di quanto accaduto nel corso degli stress test del 2014, a questa tornata non è prevista formalmente una soglia minima di coefficiente patrimoniale Cet1 da rispettare. Gli esiti quali-quantitativi degli stress test, tuttavia, come confermato nell’incontro di ieri, faranno parte integrante degli Srep target 2016: il processo, che analizza nel complesso i requisiti prudenziali delle banche, è in atto e arriverà a conclusione tra il terzo e il quarto quadrimestre dell’anno. «Gli stress test, sia nello scenario base che quello avverso, non produrranno qualcosa che noi non conosciamo prima», ha detto nei giorni scorsi la responsabile della Vigilanza Bce Danièle Nouy. A proposito degli Srep, la Bce come noto punterebbe peraltro ad adottare un approccio più morbido nell’applicazione dei requisiti. Come indicato nei giorni scorsi dalla numero due del Single Supervisory Mechanism, Sabine Lautenschlaeger, l’orientamento sarebbe quello di fissare un livello di capitale minimo, cui affiancare una guidance, che però non avrà valore stringente per gli istituti.
Il processo di questi mesi
Tornando agli stress test, va detto che si avvia verso la sua fase conclusiva un processo iniziato lo scorso 17 marzo, quando Francoforte ha inviato i primi template ai singoli istituti europei per verificare la loro tenuta patrimoniale in uno scenario di base e in uno sotto sforzo. Da quel momento si è aperta una fase di verifica delle informazioni da parte di Eba e Bce suddivisa in tre cicli, durante i quali alle banche è stato chiesto un affinamento crescente della qualità delle informazioni. Nel corso dei mesi l’interlocuzione tra banche e Vigilanza è stata intensa, tanto da richiedere diversi chiarimenti da parte degli istituti sulle metodologie applicate da Eba e Bce. Tra i punti ipotizzati nello scenario avverso, un calo del Pil nel 2016-2018, un forte haircut dei titoli governativi e un crollo cumulato dei prezzi degli immobili residenziali e commerciali.

Luca Davi

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