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Strategie difensive indebolite

Strategia difensive indebolite sulla prescrizione. Il disegno di legge licenziato dalla commissione giustizia della camera di riforma della prescrizione (si veda ItaliaOggi di ieri) neutralizza il tempo per le perizie e per la ricusazione del giudice e anche per le rogatorie. Si tratta di tempi morti e il ragionamento è che del periodo di attesa non se ne deve avvantaggiare l’imputato.

Il disegno di legge fissa, però, l’inizio e la fine del periodo di sospensione per ciascun caso, anche se non lascia l’imputato in balia di decisioni altrui. Per ogni periodo di sospensione si fissa, infatti, un termine massimo.

Per le rogatorie all’estero il tempo della prescrizione si ferma dal provvedimento che dispone una rogatoria sino al giorno in cui l’autorità richiedente riceve la documentazione richiesta, o comunque decorsi sei mesi dal provvedimento che dispone la rogatoria.

Per le perizie la sospensione del termine di prescrizione opera solo per quelle che comportano pareri di particolare complessità.

Su questo punto potranno scatenarsi battaglie processuale, perché può essere incerto il grado di complessità del parere. D’altra parte la legge non fissa i parametri per valutare la complessità della perizia (numero quesiti, particolare difficoltà del quesito, o altro). Questo implica che è fortemente in dubbio la predeterminazione del termine necessario a prescrivere, e questo contraddice l’esigenza di calcolo certo del momento in cui si estingue la pretesa punitiva dello stato.

Si consideri, infatti, che è rimessa alla discrezionalità del giudice la decisione se ammettere o meno una perizia, ma anche la valutazione della sua complessità ai fini del calcolo della prescrizione.

La legge fissa termine iniziale e termine finale della sospensione: si va dal provvedimento di affidamento dell’incarico sino al deposito della perizia e comunque per un tempo non superiore a tre mesi. Va anche aggiunto, però, che il termine di tre mesi non è congruo rispetto al parametro della particolare complessità. Se la perizia è particolarmente complessa gli accertamenti peritali possono trascinarsi ben oltre il trimestre.

Altro caso di nuova sospensione è rappresentato dalla presentazione di dichiarazione di ricusazione del giudice ai sensi dell’articolo 38 del codice di procedura penale.

Qui siamo di fronte alla iniziativa della difesa l’imparzialità dell’organo giudicante. Al fine di scongiurare azioni strumentali, la prescrizione risulterà sospesa dalla data della presentazione della stessa fino a quella della comunicazione al giudice procedente del provvedimento che dichiara l’inammissibilità della medesima.

Del tutto originale è, poi, il nuovo istituto che neutralizza un certo periodo di tempo a partire dalla sentenza di condanna tra i vari gradi di giudizio.

Quindi l’avvenuta condanna allungai termini di prescrizione tra i vari gradi di giudizio: in sostanza vi è motivo di ritenere che la pretesa punitiva sia fiondata e non si vuole dare al condannato motivo per sfruttare lungaggini processuali

Tra il primo e il secondo grado di giudizio la prescrizione si accantona per un biennio, mentre tra appello e sentenza definitiva la sospensione dura un anno. Se però la condanna non viene confermata i periodi di sospensione ritornano a essere conteggiati ai fini della prescrizione: la legge dice, infatti, che i periodi di sospensione di cui al secondo comma sono computai ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere dopo che la sentenza del grado successivo ha assolto l’imputato ovvero ha annullato la sentenza di condanna nella parte relativa all’accertamento di responsabilità.

Altro profilo rilevante della legge è l’aumento del termine di prescrizione dei reati di corruzione.

Si prenda per esempio la corruzione per atti di ufficio. Si prevede l’incremento della metà del termine di prescrizione, che passa da sei a nove anni. Inoltre con le sospensioni previste, a partire da quelle descritte in caso di condanna il periodo si allunga ulteriormente.

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