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Strategia in due fasi contro le frodi finanziarie

di Giovanni Parente

Più che raddoppiati i sequestri di beni e disponibilità finanziarie. Crescita di oltre il 300% per le frodi finanziarie scoperte. Sono i numeri del contrasto al market abuse, vale a dire degli illeciti in ambito finanziario, da parte della Guardia di Finanza nel corso del 2011. Un vero e proprio boom per i sequestri che hanno toccato quota 693 milioni di euro (erano meno di 300 milioni nel 2010) e per le frodi portate alla luce, che valgono complessivamente 536,5 milioni. Operazioni che hanno portato a una crescita dei soggetti denunciati (da 51 a 62 quelli per insider trading e aggiotaggio). Dati su cui pesano le maxi-truffe come quelle del Madoff dei Parioli che era riuscito a gestire beni e risparmi da parte di vip ed esponenti di spicco della Capitale per svariati milioni di euro. I numeri emergono dal manuale operativo 2012 in quattro volumi che le Fiamme gialle hanno distribuito a tutti i comandi regionali (si veda Il Sole 24 Ore del 22 marzo scorso). Nelle istruzioni per l'attività investigativa e di controllo viene dato risalto anche ai fenomeni di illeciti finanziari. Un modello operativo che si snoderà secondo due linee d'azione. Una prima fase più analitica, concentrata sulla raccolta di elementi utili per l'individuazione di violazioni o comportamenti a rischio. Su questo fronte, gli input informativi su un determinato strumento finanziario potranno arrivare anche dai media: da qui poi i reparti delle Fiamme gialle passeranno a un vero e proprio approfondimento del caso o della vicenda messa sotto la lente. La seconda fase sarà la "preparazione" dei dati acquisiti, qualora sia emersa una notizia di reato, per il successivo invio all'autorità giudiziaria che poi assumerà la direzione delle indagini, anche valutando le modalità di coordinamento della Consob. Il livello di attenzione, insomma, resta altissimo anche a causa della crisi finanziaria internazionale.
«L'attuale situazione d'instabilità finanziaria ha generato un effetto domino in tutte le piazze d'affari internazionali – spiegano dal Comando generale della Gdf – determinando una crisi di liquidità di importanti gruppi bancari, con gravi ripercussioni sulla stabilità del mercato del credito». I rischi si riflettono anche sull'economia reale, dove un inasprimento delle condizioni di accesso al credito può produrre effetti negativi, dal ricorso all'usura all'ingresso sul mercato da parte di operatori abusivi o ancora all'incremento del riciclaggio e del reinvestimento di capitali sporchi nel circuito legale.
Sul versante market abuse non può mancare l'attività di controllo relativa agli strumenti finanziari derivati. Alla fine dello scorso anno erano ben 41 i filoni investigativi aperti sotto la direzione di Procure e Corte dei conti. Di queste, 27 indagini riguardano 59 enti territoriali (9 regioni, 2 province, 48 comuni tra capoluoghi e non). Nel complesso i finanziamenti collegati a derivati valgono 9,72 miliardi di euro.

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