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Straordinari ancora detassati

di Anna Linda Giglio  

Torna la detassazione di straordinari e premi di risultati. Con una norma che riproduce quasi fedelmente la disposizione contenuta nella manovra estiva dello scorso anno (dl 78, convertito nella legge 122/2010), la manovra correttiva ripropone anche per il 2012 le agevolazioni fiscali e contributive legate a incrementi della produttività.

In particolare, è previsto le somme erogate ai lavoratori in quanto correlate a «incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, collegate ai risultati riferiti all'andamento economico o agli utili dell'impresa, o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale» saranno assoggettate a un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali (per il 2011 pari al 10%). Due le condizioni per poter beneficiare dell'incentivo. Innanzitutto, le somme devono essere erogate ai lavoratori (esclusivamente dipendenti del settore privato) in attuazione di contratti collettivi aziendali o accordi territoriali sottoscritti con le rappresentanze sindacali e datoriali più rappresentative sul piano nazionale.

E qui saltano agli occhi due importanti novità rispetto alla norma dello scorso anno, a cominciare dal fatto che già si riferimento agli accordi conclusi ai sensi dell'accordo interconfederale del 28 giugno tra Confindustria, Cgil, Cicl e Uil. Ma sicuramente degna di risalto è la circostanza che la disposizione parla espressamente di accordi e contratti «sottoscritti», a voler prevenire le difficoltà intepretative che hanno caratterizzato l'applicazione dell'incentivo 2011. Come si ricorderà, infatti, l'Agenzia delle entrate e il ministero del lavoro, nella circolare congiunta n. 3/2011 del (si veda ItaliaOggi del 12 maggio) hanno precisato che l'incentivo trova applicazione soltanto in attuazione dell'accordo, quindi dopo che questo è stato raggiunto, e che, ai fini della prova e per scongiurare contenziosi in materia, deve avere forma scritta. Una precisazione che ha trovato spiazzato molte aziende che hanno applicato l'agevolazione sulla base di semplici intese verbali e che si sono viste costrette a restituire l'indebito risparmio di imposta.

L'altra condizione per l'applicazione dell'incentivo è che il reddito complessivo del lavoratore non superi i 40 mila euro e in ogni caso varrà entro il limite complessivo di 6 mila euro lordi.

Sempre per il 2012 ritorna anche lo sgravio contributivo. Per il 2011 la norma fa riferimento, nell'individuare le somme che possono beneficiare della decontribuzione, alle stesse già ammesse alla detassazione. La versione contenuta nella bozza di manovra, invece, parla genericamente di «somme erogate a livello aziendale in base ad accordi sui premi di risultato», che potranno beneficiare dello sgravio di uno sgravio dei contributi dovuti sia dal lavoratore, sia dal datore di lavoro. Infine, a fissare l'entità del «sostegno fiscale e contributivo» sarà il governo, sentite le parti sociali, entro il 31 dicembre 2011.
 

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