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Stranieri, il visto flash è realtà

Accesso più rapido e facile per gli imprenditori stranieri che vorranno aprire una startup nel nostro Paese. Questo grazie al «visto lampo», che ambasciate e consolati italiani dovranno rilasciare nel giro di pochi giorni a chiunque ne faccia richiesta. Il 24 giugno prossimo verrà presentato dal ministro dello sviluppo economico Federica Guidi il portale www.italiastartupvisa.gov.it, dove gli startupper stranieri potranno compilare la modulistica per la presentazione della richiesta del nulla osta al comitato tecnico.

L’emissione del visto si baserà su un procedimento semplificato e informatizzato, e sulla valutazione della validità delle iniziative startup da parte di un comitato tecnico istituito presso il Mise. Verranno anche considerati i servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati di imprese startup, che ospiteranno e sosteranno le idee imprenditoriali stimate ad alto potenziale di ritorno economico. Tra i requisiti per l’ottenimento del visto d’ingresso, l’imprenditore straniero dovrà dimostrare la disponibilità di risorse finanziarie non inferiori a 50 mila euro, attraverso finanziamenti concessi da fondi di venture capital o altri investitori, finanziamenti ottenuti tramite i portali per la raccolta di capitali, altri finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri, o una combinazione delle predette categorie. Facilitazioni particolari saranno previste per il cittadino straniero che abbia ricevuto la disponibilità di un incubatore certificato ad accoglierlo presso le proprie strutture per la costituzione di una startup innovativa.

Questo è quanto si legge nelle linee guida (aggiornate alla fine di maggio scorso) «Italia startup visa» a cui hanno lavorato il ministero dello sviluppo economico, quello degli esteri, del lavoro e degli interni. Con il decreto flussi 2013/2014 è stata introdotta una nuova categoria di richiedente per il visto per motivi di lavoro autonomo, cioè i «cittadini stranieri per la costituzione di imprese «startup innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa».

Come ottenere il visto. Per ottenere il visto il richiedente deve esibire alla rappresentanza diplomatico-consolare competente la seguente documentazione: il nulla osta concesso dal comitato tecnico «Italia startup visa» (istituito presso il Mise), la documentazione attestante la disponibilità di risorse finanziarie, dedicate alla startup innovativa, accertate o certificate, non inferiori a 50 mila euro, nulla osta provvisorio ai fini dell’ingresso, rilasciato dalla questura territorialmente competente per il luogo in cui si vuole avviare l’attività e la dimostrazione di disporre di idonea sistemazione alloggiativa. Una volta acquisita tale documentazione, potrà essere emesso un visto di lavoro autonomo per startup della durata di un anno, a valere sulle quote previste all’art. 3 del decreto flussi 2013/2014 sugli ingressi per lavoro autonomo, o successivi.

Per una singola startup innovativa possono beneficiare di un visto fino a un massimo di tre individui, salvo che, per circostanze particolari legate alla natura del progetto imprenditoriale, il comitato tecnico non rilevi di dover elevare tale soglia.

Comitato tecnico. Presso il Mise viene istituito il comitato tecnico «Italia startup visa», che ha il compito di certificare la sussistenza dei requisiti in relazione ai parametri di riferimento richiesti per i nuovi ingressi di cittadini stranieri extra-Ue per la costituzione di startup innovative. Valutare oggettivamente i progetti di startup innovativa provenienti da richiedenti esteri. Acquisire dalla questura territorialmente competente per il luogo in cui i richiedenti intendono esercitare l’attività il nulla osta provvisorio ai fini dell’ingresso. Ricevere le dichiarazioni di «impegno a ospitare» da parte degli incubatori certificati. Il comitato tecnico, composto da rappresentanti di associazioni riconosciute e qualificate, a valenza nazionale e, ciascuna con una propria vocazione settoriale, fortemente legate all’ecosistema startup.

Il comitato concede il proprio nulla osta, ricevuta la documentazione richiesta ed elencata in una scheda-modello che contiene le principali informazioni inerenti il soggetto richiedente (curriculum vitae), l’idea di business, il progetto imprenditoriale (business plan) e la sussistenza della disponibilità delle risorse finanziarie minime. Il comitato, su delega del richiedente, si impegna altresì ad acquisire in via telematica il nulla osta provvisorio ai fini dell’ingresso emesso dalla questura territorialmente competente per il luogo in cui egli intende esercitare l’attività. I modelli informatici di richiesta del nulla osta del comitato, così come, in alternativa, il format con il quale l’incubatore certificato dichiara di impegnarsi ad accogliere la futura startup innovativa, nonché ogni altro modello necessario per le procedure, sono resi disponibili nell’apposito sito internet approntato dal Mise (italiastartupvisa. gov.it.).

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