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Stop (fino a nuovo ordine) delle procedure esecutive

di  Cristina Bartelli e Valerio Stroppa

Stop, fino a nuova disposizione, delle procedure esecutive. È questa l'ultima indicazione che è arrivata nelle email dei dirigenti di Equitalia. La ragione è da ricercarsi, come spiegano alcuni addetti ai lavori a ItaliaOggi, nell'attesa delle correzioni da apportare al decreto legge sviluppo.

Non avrebbe infatti senso intraprendere iscrizioni a ruolo rischiando con le nuove regole in arrivo di innescare ulteriori contenziosi su applicazioni retroattive o meno. Quindi la scelta è quella di sospendere qualunque iniziativa che si tratti di ipoteca o pignoramento in attesa che la situazioni si chiarisca. In alcune direzioni l'indicazione è che lo stop sia per 15 giorni in altre direzioni invece anche se si ribadisce che è a tempo determinato non si indica la dead line e si rinvia a ulteriori disposizioni. Al momento non si sa se queste laconiche indicazioni confluiranno in una direttiva del gruppo. La decisione è un passo ulteriore rispetto alla scelta di un'applicazione meno rigida delle disposizioni sulla fase esecutiva e sulla maggiore considerazione delle situazioni di disagio dei contribuenti richieste dal presidente di Equitalia, Attilio Befera, in due incontri dei giorni scorsi. Tutte queste azioni però non placano gli attacchi agli uffici della società di riscossione. Ieri infatti si è registrato un nuovo blitz con lanci di ortaggi, petardi e uova, contro le forze dell'ordine che presidiavano la sede di Gerit-Equitalia a Roma. È accaduto in via Togliatti. Tra i manifestanti, precari, disoccupati ed esponenti di centri sociali. Protestiamo, ha detto un manifestante, contro l'operato della società di recupero crediti e contro la politica di repressione fiscale, capillare e incontrollata, che stiamo subendo. I sindacati dei lavoratori di Equitalia, dopo questo ennesimo atto dichiarano che «la situazione è insopportabile e la responsabilità non è solo in termini di comunicazione ma anche in termini di gestione del momento. Una responsabilità che nasce dalla volontà politica e passa dal legislatore fino all'azienda. I lavoratori», concludono le sigle sindacali, «non ci stanno a fare il capro espiatorio». La società di Riscossione ha stigmatizzato con una nota il nuovo episodio esprimendo massima solidarietà a coloro che sono stati aggrediti e ha rassicurato il proprio personale: «L'azienda è e sarà ad esso sempre vicina, anche in termini materiali», scrivono da via Millevoi. E sul fronte del calcolo degli interessi arriva una diminuzione di un punto percentuale per i tassi di interesse di mora. Ad annunciarlo Marco Di Capua, direttore vicario dell'Agenzia dell'entrate. «Nell'ottica dell'annuale aggiornamento dei tassi,» ha spiegato Di Capua, «è stato stabilito un abbassamento di un punto percentuale per i tassi d'interesse in mora per le cartelle esattoriali che hanno superato il termine ultimo per il pagamento». Intanto, sul territorio, il confronto è aperto su più fronti. Due mesi fa, infatti, i vertici di Equitalia, Attilio Befera e Marco Cuccagna, hanno convocato a Roma i rappresentanti di Confindustria, Rete Imprese Italia (Casartigani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), Coldiretti, Cia e Confapi per ideare una strategia di dialogo basata sulla costituzione di tavoli tecnici da creare sia a livello regionale che provinciale. Tavoli che in alcuni casi sono subito partiti. Per esempio in Puglia e Basilicata, dove i contribuenti sono in agitazione per lo stato di difficoltà in cui versa il settore agricolo. Lo scorso 28 aprile si è tenuta la prima riunione promossa da Equitalia, alla quale hanno preso parte anche Agenzia delle entrate, Inps, enti locali, sindacati e associazioni di imprese. L'obiettivo del tavolo di lavoro è quello di individuare le principali criticità da affrontare «in modo che ciascuno possa agire nell'ambito delle proprie responsabilità e competenze», ha spiegato la società che gestisce la riscossione. Concertazione sul disagio sociale legato alla riscossione anche in Sardegna, dove i contribuenti sono scesi in piazza in più di 10 mila e dove è partito da qualche settimana un tavolo di confronto analogo a quello attivo in Puglia e Basilicata. Lo scopo dei lavori, che vedono coinvolti anche qui Entrate, Inps, sindacati, rappresentanti di imprese ed enti locali, è quello di sensibilizzare gli enti creditori e le istituzioni sull'attuale momento di crisi, come spiegato in una nota dall'a.d. di Equitalia Sardegna, Gianluigi Giuliano. Criticità della riscossione sotto la lente pure in Piemonte: in questo caso al centro del confronto c'è la necessità di fare i conti con la crisi dell'indotto auto. E al di là dei tavoli istituzionali anticrisi, proprio da Torino è partita la proposta di istituire osservatori regionali permanenti. Altra regione pioniera nell'apertura dei tavoli di confronto è la Liguria, dove riscossione, enti locali, associazioni di categoria e sindacati sono già al lavoro per analizzare i problemi dell'attività di Equitalia e per mettere a punto proposte da fornire al legislatore per semplificare e rendere meno invasivi gli oneri a carico dei contribuenti. Nella stessa ottica, ha osservato nelle scorse settimane l'a.d. di Equitalia Sestri, Mauro Pastore, vanno letti gli accordi siglati con gli ordini dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, con Confindustria, Confcommercio e Cna, che hanno dato vita all'apertura di sportelli dedicati.

A tale proposito, sono numerosissime le intese tra società del gruppo Equitalia e singole associazioni o ordini nelle diverse regioni, tutte finalizzate ad offrire agli iscritti una corsia preferenziale per ricevere assistenza dall'agente della riscossione.
 

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