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Stop del governo al canone Rai in bolletta

Il canone tv «esce» dalla bolletta elettrica. E dalla legge di Stabilità. Fonti di Palazzo Chigi ieri sera hanno dato per «improbabile» l’ipotesi, circolata nell’ultima settimana, che il balzello possa essere riformato con un emendamento all’attuale manovra e abbinato al pagamento della luce. Eppure ancora ieri mattina il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, asseriva che la modifica ci sarebbe stata e sarebbe partita da gennaio prossimo, tenendo fuori le seconde case. Il canone, secondo Giacomelli, avrebbe dovuto essere «ridotto di oltre il 40% rispetto ai 113 euro pagati nel 2014», attestandosi dunque tra i 60 e i 65 euro. Obiettivo: combattere l’evasione fiscale che è attorno ai 600 milioni. La smentita, lasciata filtrare da Palazzo Chigi, sarebbe stata dettata dal premier per evitare complicazioni ai cittadini, chiamati a misurarsi col rompicapo delle seconde case intestate a familiari e rimaste sfitte. E c’è chi come Lorenza Bonaccorsi, responsabile Cultura del Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai dice che, «visti certi sprechi, il canone Rai andrebbe abolito del tutto». 
Intanto, mentre da Bruxelles giungeva la conferma del via libera alla manovra, con rinvio dell’esame a marzo, la commissione Bilancio, guidata da Francesco Boccia, accoglieva un pacchetto di emendamenti del governo su frequenze tv, autotrasporto, Ebola, riscossione dei debiti fiscali, Fondo per lo sviluppo e la coesione, Polizia e ai Vigili del fuoco.
Per l’emergenza Ebola vengono stanziati 5 milioni nel 2015. Arriva una cabina di regia per il Fondo per lo sviluppo e la coesione, con rappresentanti delle amministrazioni interessate e delle Regioni, entro aprile il Cipe (comitato interministeriale) disporrà una ripartizione della dotazione finanziaria tra le diverse aree tematiche nazionali. Il governo ha poi presentato un altro emendamento per garantire il regolare pagamento degli oneri fiscali, contributivi del lavoro ed assicurativi da parte delle imprese di autotrasporto.
Per chiudere la partita dei rimborsi dovuti agli agenti della riscossione a fronte di ruoli dichiarati inesigibili, l’esecutivo ha disposto che i 533 milioni dovuti tra il 2000 e il 2010 da amministrazioni e agenzie verranno erogati in quote di 48,45 milioni annui tra il 2021 e il 2031. Mentre saranno posti a carico del bilancio dello Stato i 150 milioni necessari ai Comuni per saldare i rimborsi per il periodo 2000-2013. In questo caso è prevista una procedura ventennale, con onere annuale di 7,5 milioni, dal 2018.
Infine un emendamento del governo prevede che le frequenze televisive non assegnate ad operatori nazionali potranno essere messe a disposizione delle emittenti locali. Mentre per dotare Polizia e Vigili del fuoco di risorse aggiuntive tali forze (come già i Carabinieri e la Gdf) avranno diritto «all’uso esclusivo» di denominazioni, stemmi ed emblemi per tutelarne civilmente e penalmente l’uso non autorizzato», «nonché per consentire la stipula di contratti di sponsorizzazione e di contratti assimilati». Il governo sarebbe orientato a porre la fiducia sulla Stabilità e giungere al via libera della Camera entro il fine settimana. Il testo è ora composto di 47 articoli che dovranno essere accorpati in uno o più articoli, su ognuno dei quali sarà posta la fiducia. Il passaggio al Senato dovrebbe avvenire nella prima settimana di dicembre, mentre la terza lettura alla Camera dovrà concludersi entro la fine dell’anno. Tra le altre modifiche che potrebbero arrivare dal governo c’è l’estensione della nuova Irap alle imprese agricole. Mentre la partita su Tfr e fondi pensione sarà giocata al Senato.

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