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Stop all’Imu di giugno per alberghi e spiagge Platea allargata per il 730

Roma – Un modello 730 a maglie larghe e stop alla rata Imu del 16 giugno per gli albergli e gli stabilimenti balnenari. Riscritto anche lo sconto Tosap per chi riapre i locali sfruttando il più possibile gli spazi all’aperto. Sono alcune delle ultime novità inserite nella nuova bozza del decreto «Rilancio» approdata ieri sera all’esame tecnico del preconsiglio dei ministri.

Come richiesto dalle associazioni degli albergatori (si veda il servizio a pagina 6), il Governo cancella in corsa la rata Imu del 16 giugno dovuta per alberghi, pensioni e stabilimenti balneari, lacuali e fluviali. Ma questo a una condizione: il possessore del bene deve essere anche il gestore dell’attività svolta nella struttura. Come prevede la norma inserita nella bozza di decreto, che traduce l’ipotesi già anticipata venerdì sul Sole 24 Ore, l’abolizione del versamento di metà giugno riguarderà sia la quota-statale dell’Imu sia la parte riservata ai Comuni. Proprio i problemi di copertura del bilancio statale fermerebbe invece l’abolizione dell’acconto per le altre categorie che pagano l’Imu erariale: capannoni e centri commerciali.

Nella bozza del decretone compare riscritta e corretta anche la norma sull’occupazione di suolo pubblico. L’esenzione dalla «base imponibile» della tassa per tutti gli spazi aggiuntivi che baristi, ristoratori e titolari di pubblici esercizi in genere devono utilizzare per garantire il distanziamento sociale decade automaticamente il 1° novembre, a meno che il quadro dell’epidemia imponga una proroga. Sempre per questi esercizi, cade l’obbligo di autorizzazione per dehors e strutture mobili nei centri storici.

Tornando ai 730, il Fisco prova dunque a venire incontro ai lavoratori che, anche a causa dell’emergenza sanitaria potrebbero vedersi negare le operazioni di conguaglio del modello 730 precompilato. Conguagli che per molti dei contribuenti vogliono dire il rimborso in tempo reale o quasi delle somme a credito e dunque dei rimborsi. In sostanza in assenza di un sostituto d’imposta o nel caso in cui il sostituto d’imposta non sia in grado di effettaure il conguaglio, si potrà comunque utilizzare il modello 730, con tanto di sottoscrizione delle schede del 5 e dell’8 per mille. Nel caso dalla liquidazione della precompilata dovesse emergere un debito il contribuente liquiderà direttamente l’imposta con l’F24. Nel caso contrario in cui il lavoratore privo di sostituto sia in credito con il Fisco si vedrà rimborsare le somme spettanti direttamente dall’agenzia delle Entrate. Ma in questo caso solo dopo il 30 settembre.

Per sostenere l’economia reale il Governo rilancia i Piani individuali di risparmio. E lo fa affiancando ai vecchi Pir, rivisti e corretti più volte, una nuova forma di Pir che comunque preveda tra gli investimenti qualificati, oltre agli strumenti finanziari, anche fonti di finanziamento, alternative al canale bancario, quali la concessione di prestiti e l’acquisizione dei crediti delle imprese a cui il piano è rivolto. In particolare per il nuovo Pir viene previsto un vincolo di concentrazione degli investimenti del 20% e limiti all’entità degli investimenti pari a 150.000 euro all’anno e a 1.500.000 euro complessivi. Si allarga anche la platea di intermediari. Gli investimenti qualificati del Pir “2.0” potranno essere effettuati , oltre che da Oicr aperti e contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, anche tramite Fia, come Eltif, fondi di private equity, fondi di private debt e fondi di credito.

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