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Stop all’esenzione Iva per Equitalia & co.

Stop all’esenzione Iva per le operazioni di riscossione dei tributi. Questo l’effetto della modifica che l’art. 38 del dl n. 179/2012, in vigore dal 20 ottobre scorso, ha apportato all’art. 10, primo comma, n. 5), del dpr 633/72. Quest’ultima disposizione, che dichiarava esenti «le operazioni relative alla riscossione dei tributi, comprese quelle relativa ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti, a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende ed istituti di credito», è stata infatti riformulata eliminando la parte iniziale, ovvero il riferimento alla riscossione dei tributi. Graverà quindi l’Iva sui compensi di riscossione di Equitalia? La conclusione parrebbe questa, anche perché, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la Commissione europea aveva avviato un’istruttoria preliminare per contestare all’Italia la non conformità comunitaria dell’esenzione delle operazioni di riscossione dei tributi, perché non prevista dalla direttiva Iva. La questione potrebbe però avere uno sbocco diverso. Non sembra casuale, infatti, che lo stesso articolo 38, contestualmente, abbia modificato anche l’art. 4 del dpr 633/72, contenente la definizione del presupposto soggettivo dell’Iva, prevedendo espressamente che non si considerano attività commerciali le operazioni effettuate dallo stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli altri enti di diritto pubblico nell’ambito di attività di pubblica autorità. Una previsione, questa, perfettamente in sintonia con la normativa comunitaria e con l’interpretazione conforme adottata dall’amministrazione finanziaria, ma fino ad oggi non enunciata esplicitamente in una norma positiva. Pertanto, la circostanza che il governo abbia avvertito proprio ora l’esigenza di esplicitare la disposizione, accompagnandola alla rimozione dell’esenzione per le operazioni di riscossione dei tributi, farebbe pensare che le due cose siano collegate e che l’intenzione sia quella di collocare l’attività di riscossione dei tributi al di fuori del campo di applicazione dell’Iva per carenza del requisito soggettivo. In questo modo, non cambierebbe sostanzialmente nulla. Va però ricordato che, secondo la corte di giustizia Ue, l’esclusione della soggettività vale solo per gli enti pubblici, e non anche per i soggetti di diritto privato incaricati di svolgere pubbliche funzioni (sentenza 12/9/2000, C-276/97).

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