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Stop alla sentenza anche con l’ipoteca

Il contribuente può dare in garanzia beni immobili di valore capiente e liberi da vincoli
La garanzia disposta dal giudice per la sospensione della sentenza impugnata non deve consistere necessariamente in una fideiussione bancaria o assicurativa, ma può essere costituita da ipoteca su beni immobili di valore capiente, liberi da vincoli. È questo il principio stabilito dalla Ctr del Piemonte, con la sentenza 1411/1/15 del 18 dicembre 2015 (presidente Garino, relatore Verde).
La vicenda origina da un’ordinanza di sospensione di una sentenza impugnata per Cassazione, concessa dalla Ctr, subordinatamente alla presentazione di una fideiussione per la quale non era specificata la natura. La contribuente aveva quindi prodotto una fideiussione rilasciata da una Sas della quale era socia con in appoggio ipoteca su beni immobili, liberi da vincoli, della società stessa e della contribuente. L’Agenzia non aveva accettato però tale garanzia poiché sosteneva che l’onere imposto dalla Ctr poteva assolversi solo mediante fideiussione bancaria o assicurativa.
La contribuente, allora, presentava alla Ctr un’istanza di chiarimenti chiedendo se la fideiussione dovesse essere necessariamente bancaria o assicurativa oppure se potesse essere rilasciata nei modi offerti. L’Agenzia si costituiva eccependo sia l’improponibilità dell’istanza per assenza dei presupposti richiesti dall’articolo 287 del Codice di procedura civile, sia l’irritualità della garanzia.
La Ctr rigetta l’eccezione di improponibilità affermando, innanzitutto, che non ricorrono fattispecie di correzione e quindi non è pertinente il richiamo dell’ufficio all’articolo 287 del Codice di procedura civile. In secondo luogo, il giudice fa osservare che per giurisprudenza consolidata l’ordinanza di sospensione ex articolo 373 del Codice di procedura civile è ordinatoria e priva di definitività e decisorietà; quindi è sempre modificabile e, a maggior ragione, può essere oggetto di chiarimenti.
La Ctr osserva in proposito che con l’ordinanza non si consuma il potere cautelare, ben potendo le parti che hanno interesse adire nuovamente il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
Nel merito la Ctr sottolinea che la garanzia deve, in base a una valutazione di tipo sostanziale, essere idonea a tutelare gli interessi erariali. In tal senso, l’ipoteca su beni immobili capienti, è idonea a tutelare gli interessi erariali con la dovuta attenzione a quelli del contribuente. Il collegio, pur dichiarando priva di significatività la fideiussione rilasciata dalla società di cui è socia la contribuente, afferma che non risponderebbe a giustizia negare una sospensione per il solo fatto che esistono difficoltà all’ottenimento di una fideiussione bancaria o assicurativa.
La Ctr non condivide altresì l’eccezione di irritualità della garanzia offerta, poiché ai sensi dell’articolo 22 del Dlgs 472/1997 l’ufficio può ottenere l’iscrizione, nel corso di un procedimento cautelare, dell’ipoteca sui beni immobili del contribuente. Pertanto, conclude la Ctr, la garanzia per la sospensione dell’esecutività della sentenza ben può essere costituita da ipoteca volontaria su immobili di valore capiente.
La pronuncia è interessante e conferma i principi stabiliti dalla stessa Ctr del Piemonte con la sentenza 408/01/14 del 12 marzo 14, in cui si è affermato che, in presenza di difficoltà del contribuente a ottenere fideiussione bancaria o assicurativa, la sospensione della sentenza può subordinarsi all’iscrizione di ipoteca volontaria da parte della società richiedente su beni immobili liberi e eventualmente per il residuo su quelli già vincolati.

Marcello Maria De Vito

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