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Stop alla pubblicità indesiderata via posta

Stop alla pubblicità cartacea indesiderata, inviata agli indirizzi postali presenti negli elenchi telefonici pubblici. Da tre giorni è attivo il servizio gratuito di iscrizione dei cittadini al Registro pubblico delle opposizioni per non ricevere più le pubblicità.

L’estensione dell’applicazione del registro alla posta cartacea (stabilita dall’art.1, comma 54, della legge n. 124/2017, e, poi, regolamentata dal dpr n. 149/2018) ha equiparato il trattamento per finalità di marketing degli indirizzi postali a quello delle numerazioni telefoniche, estendendo l’opt-out telefonico a quello cartaceo.

Di conseguenza, in assenza dell’esercizio del diritto di opposizione attraverso il Registro sono consentiti i contatti pubblicitari tramite telefono o posta cartacea.

Il servizio per le opposizioni alle chiamate di telemarketing, attivo dal 2011, è realizzato e gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, che supporta la p.a. nel campo dell’Ict, su affidamento del ministero dello Sviluppo economico, attraverso un contratto di servizio.

Dal punto di vista operativo, gli intestatari di un numero presente negli elenchi telefonici pubblici a partire dal 6 maggio 2019 possono iscriversi al Registro esprimendo l’opposizione sia alle chiamate di telemarketing sia alla pubblicità cartacea.

Gli utenti già iscritti al servizio per non ricevere la pubblicità telefonica potranno richiedere l’iscrizione per non ricevere nemmeno quella cartacea.

L’opposizione può essere espressa mediante quattro modalità disponibili: web, numero verde, e-mail e raccomandata.

Per quanto riguarda l’estensione del servizio a tutti i numeri riservati (cellulari inclusi), stabilita dalla legge n. 5/2018, lo Sviluppo economico, in una nota, ha spiegato che «in seguito ai lavori svolti dal tavolo tecnico inter-istituzionale appositamente istituito dal ministero dello sviluppo economico, è attualmente in corso l’iter di approvazione del Regolamento attuativo, che una volta emanato completerà la riforma del telemarketing, garantendo ai cittadini un maggiore controllo dei propri dati personali».

Luigi Chiarello

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