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Stop alla maggiorazione per chi sgarra sulla VD2

Alleggerire, o addirittura eliminare del tutto, la maggiorazione delle sanzioni conseguente all’errata auto-liquidazione nella procedura di voluntary disclosure bis.

I calcoli per la regolarizzazione dei patrimoni e dei redditi non dichiarati sono complessi e presuppongono spesso interpretazioni «qualificatorie» soggettive.

Motivo per cui l’attuale versione del dl n. 193/2016 «è eccessivamente penalizzante, posto che nella maggior parte dei casi si andrebbero a sanzionare semplici errori di calcolo commessi in buona fede». Meglio quindi tornare all’impianto originario della disclosure, quello del 2014, basato sulla liquidazione dell’ufficio. Ad affermarlo è l’Ordine dei dottori commercialisti di Milano, il cui gruppo di studio sulla voluntary disclosure ha presentato ieri a Milano un documento recante proposte di modifica dell’attuale normativa. La nuova edizione della sanatoria, infatti, riconosce il massimo sconto sanzionatorio in caso di esatta autoliquidazione da parte del contribuente. Dopodiché, le penalità salgono gradualmente in ipotesi di mancato versamento, insufficiente versamento «lieve» e insufficiente versamento «grave». «Questi quattro livelli di soglie sanzionatorie», spiega l’Odcec milanese, «unitamente alla possibilità di scelta (versamento spontaneo o attesa dell’accertamento da parte dell’ufficio) crea notevole confusione e non consente al contribuente di avere un’immediata percezione del costo della procedura di collaborazione». Senza dimenticare, aggiungono i professionisti meneghini, che l’aggravio sanzionatorio derivante dagli errori di calcolo potrebbero poi esporre gli stessi consulenti a responsabilità nei confronti del cliente. Al punto che in molti sarebbero indotti a «essere meno propositivi sulla procedura» o addirittura «a consigliare i clienti di attendere prudenzialmente la liquidazione da parte dell’ufficio, la quale potrebbe avvenire con lunghe tempistiche (entro il 2018, ndr)». Da qui la richiesta avanzata all’Odcec al legislatore di ripristinare il carattere accertativo della voluntary. E per salvaguardare le esigenze di cassa dell’erario «prevedere un obbligo del contribuente di versare entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza un acconto pari al 100% delle somme dovute in base alle risultanze che emergono dalla collaborazione presentata».

Valerio Stroppa

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