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Stop alla giungla dell’edilizia

Termini come porticato, tettoia o veranda avranno lo stesso significato in tutta Italia, grazie a un glossario con 42 definizioni che renderanno omogenei gli interventi edilizi. Il tutto all’interno di un regolamento edilizio tipo, che sostituirà le oltre 8 mila norme comunali e che sarà suddiviso in due parti: un capitolo dedicato ai princìpi generali e uno alle disposizioni regolamentari comunali.
Lo prevede la bozza di decreto del ministero delle infrastrutture che mette a punto il regolamento edilizio tipo, previsto nel 2014 dal decreto Sblocca Italia. Dopo la sigla, ormai imminente, dell’accordo tra Stato, comuni e regioni sui contenuti e sulle modalità di attuazione (l’esame in Conferenza unificata è previsto il 3 ottobre), partirà la vera e propria fase di adeguamento. Le regioni avranno 180 giorni di tempo per recepire il regolamento edilizio tipo e stabiliranno le scadenze a cui i comuni si dovranno attenere per uniformarsi. L’obiettivo del provvedimento messo a punto dai tecnici del ministro Graziano Delrio è appunto quello di uniformare e semplificare i regolamenti edilizi comunali, secondo un elenco ordinato delle varie parti valevole su tutto il territorio comunale (si veda anche altro articolo in pagina).

Doppio capitolo. Il regolamento edilizio tipo si articolerà in due parti:

– nella prima, denominata «principi generali e disciplina generale in materia edilizia», è richiamata e non riprodotta la disciplina generale dell’attività edilizia operante in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e regionale;

– nella seconda, rubricata «disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia», è raccolta la disciplina regolamentare in materia edilizia di competenza comunale, la quale, sempre, al fine di assicurare la semplificazione e l’uniformità della disciplina edilizia, deve essere ordinata nel rispetto di una struttura generale valevole su tutto il territorio statale.

La prima parte. La prima parte dei regolamenti edilizi, al fine di evitare inutili duplicazioni di disposizioni nazionali e regionali, dovrà limitarsi a richiamare con apposita formula di rinvio, la disciplina relativa alle materia di seguito elencate, la quale opererà direttamente senza la necessità di un atto di recepimento nei regolamenti edilizi:

– le definizioni uniformi dei parametri urbanistici e edilizi;

– le definizioni degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso;

– il procedimento per il rilascio e la presentazione dei titoli abilitativi edilizi e le modalità di controllo degli stessi;

– la modulistica unificata edilizia, gli elaborati e la documentazione da allegare alla stessa;

– i requisiti generali edilizi (ad esempio servitù militari, accessi stradali e siti contaminati);

– la disciplina relativa agli immobili soggetti a vincoli e tutele di ordine paesaggistico, ambientale, storico culturale e territoriale;

– le discipline settoriali aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, tra cui la normativa sui requisiti tecnici delle opere edilizie e le prescrizioni specifiche stabilite dalla normativa statale e regionale per alcuni insediamenti e impianti.

Per favorire la conoscibilità della disciplina generale dell’attività edilizia avente diretta e uniforme applicazione, i comuni provvedono alla pubblicazione del link nel proprio sito istituzionale.

La seconda parte. La seconda parte dei regolamenti edilizi, avrà per oggetto le norme comunali che attengono all’organizzazione e alle procedure interne dell’ente nonché alla qualità, sicurezza, sostenibilità delle opere edilizie realizzate, dei cantieri e dell’ambiente urbano, anche attraverso l’individuazione dei requisiti tecnici e integrativi complementari, rispetto alla normativa uniforme richiamata nella prima parte del regolamento edilizio.

Cinzia De Stefanis

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