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Stop al taglio Irpef, Iva ordinaria al 22%

Pericolo scampato. È quello che pensano milioni di contribuenti Irpef ora che la legge di stabilità è giunta al traguardo. Se si guarda al 15 ottobre scorso quando il Ddl è entrato alla Camera, il pacchetto fiscale presentato dal Governo aveva come argomento di forza il taglio di un punto delle prime due aliquote Irpef. Ma nonostante le buone intenzioni di avviare una prima riduzione del carico fiscale sui redditi più bassi, il taglio era finanziato da una stretta a due vie su detrazioni e deduzioni dagli effetti reali ad altissimo rischio sui conti delle famiglie. A rendere ancora più amara la pillola, infatti, c’era l’esito retroattivo sia per la franchigia da 250 euro sugli oneri deducibili sia per il tetto di 3mila euro sulle spese detraibili, come gli interessi sui mutui prima casa. In prospettiva a metà luglio le famiglie avrebbero dovuto far fronte a un nuovo “caro Iva” con l’aumento delle aliquote del 10 e del 21 per cento.
Alla fine l’esame parlamentare, in particolare a Montecitorio, ha ribaltato la prospettiva e soprattutto i possibili effetti sulle famiglie: il taglio dell’Irpef, così come la rimodulazione di detrazioni e deduzioni fiscali, sono andati a finanziare una serie di interventi mirati per le famiglie numerose, la riduzione del cuneo fiscale, l’aumento della dote per la detassazione dei salari di produttività e, soprattutto, la cancellazione dell’aumento di un punto dell’Iva agevolata dal 10 all’11% limitandolo alla sola aliquota del 21 per cento che dal prossimo 1° luglio salirà al 22 per cento. Non solo. La ripartizione delle risorse liberate hanno consentito il ripristino della clausola di salvaguardia sulla tassazione Irpef del Tfr, così come la soppressione della norma, che nelle intenzioni del Governo, avrebbe dovuto cancellare dal 1° gennaio prossimo il trattamento fiscale agevolato per le pensioni e gli indennizzi di guerra.
Per le famiglie, una volta limitato il possibile effetto depressivo sui consumi con l’aumento dell’aliquota, è arrivato anche un intervento ad hoc sugli sconti Irpef per i familiari a carico. In particolare dal 1° gennaio 2013 la detrazione per ciascun figlio a carico, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, aumenta dagli attuali 800 a 950 euro e a 1.350 euro in caso di figli portatori di handicap. La detrazione che concederà il Fisco arriva a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni con un ulteriore importo di 400 euro per ogni figlio portatore di handicap. Da riempire di contenuti, ma soprattutto di risorse, infine, c’è anche il fondo taglia Irpef. Con la stabilità, almeno sulla carta, viene anticipato al 2013 e ad alimentarlo saranno soltanto gli incassi “certificati” dai documenti di finanza pubblica della lotta all’evasione.
Tra gli interventi dell’ultima ora si segnala il rinvio di un anno al 2014 dell’obbligo per i governatori di rimodulare l’Irpef regionale con la possibilità di riscrivere le detrazioni, gli sconti per le famiglie con tanto di applicazione del principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione, e che avrebbe consentito alle regioni, muovendosi nell’ambito dell’addizionale Irpef, di disporre detrazioni per l’erogazione di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno sociale. I tagli della spending review e quelli della stabilità hanno imposto una pausa di un anno.

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