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Stop al rimborso dei contributi

L’istanza di rimborso Irap fa il pieno di quesiti: in effetti le istruzioni alla compilazione del modello sono ben lontane da risolvere i numerosi dubbi che caratterizzano la procedura. Una prima questione da valutare attiene alle conseguenze della rideterminazione del reddito generata dall’istanza di rimborso. Il reddito di ciascun esercizio dal 2007 al 2011 può essere ridotto per effetto dell’imputazione retroattiva della deduzione del l’Irap sul costo del personale. Conseguenza di tale operazione di riduzione del reddito imponibile dovrebbe essere il ricalcolo (e il rimborso) sia delle imposte sul reddito sia dei contributi previdenziali. Il problema è che quest’ultimo debito non viene affatto citato nell’istanza e non risulta alcuna procedura in essere per ottenere la restituzione del maggiori contributi, come del resto avvenne nel 2009 per l’analoga istanza di rimborso innescata dalla deducibilità retroattiva del 10% dell’Irap versata. Una problematica simile si manifesta con la deduzione Ace per soggetti Irpef, nel senso che la riduzione del reddito imponibile non comporta una uguale deduzione dal l’imponibile contributivo, ma nel caso dell’Irap sul costo del lavoro la questione è ancor più delicata poiché dal 2012 la deduzione che verrà inserita nel modello Unico avrà riflessi anche sull’imponibile contributivo, e quindi non si capisce perche non sia stata prevista una procedura per il rimborso dei maggiori oneri contributivi. Sta di fatto che allo stato attuale l’unico rimborso possibile è quello delle imposte sul reddito e non quello dei contributi previdenziali. Altra questione particolarmente spinosa è la corretta assunzione della base di computo dell’Irap versata in un dato esercizio. Normalmente si tratta dei versamenti eseguiti a saldo (per l’anno precedente) ed in acconto per il periodo in corso. A tali versamenti eseguiti in un certo anno compreso tra il 2007 ed il 2011 vanno sommati quelli eseguiti per effetto di cartelle esattoriali, ravvedimenti operosi, insomma tutti i versamenti Irap eseguiti a prescindere dalla causale che li ha generati. In questo ambito un tema di particolare discussione è il versamento Irap eseguito nel 2007 a saldo del 2006. Da talune parti si è sostenuto che tale versamento sarebbe escluso poiché riferito ad un periodo d’imposta (2006) non compreso nell’arco temporale del ricalcolo (2007/2011).
Si ritiene che questa tesi non sia condivisibile poiché sovrappone due concetti diversi: una cosa è valutare le imposte dirette da ricalcolare ed in questo caso non vi è dubbio che i periodi interessati non possono retroagire oltre il 2007, ma altra cosa è valutare i versamenti Irap che sono il presupposto non l’oggetto del rimborso. I versamenti Irap vanno assunti in quanto meramente corrisposti in uno dei periodi d’imposta 2007/2011, a prescindere dall’annualità a cui si riferiscono. Pertanto si ritiene che l’Irap versata a giugno 2007 quale saldo del 2006 vada inserita tra i versamenti che originano il rimborso delle imposte sul reddito.
Un altro dubbio frequentemente posto attiene alla deduzione di cui all’articolo 11 del Dlgs 446/2007 che debbono essere sottratte al costo del lavoro. La citazione che propone l’articolo 2, comma 1, del Dl 201/11 comprende quelle di cui ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del Dlgs n. 446/1997. Le deduzioni specificamente citate non comprendono quelle per incremento occupazionale, che invece sono inserite al comma 4 quater del citato articolo 11, e quindi, dal punto di vista letterale, non devono essere sottratte al costo del personale. Il dato normativo non sembra particolarmente razionale poiché non sottrae una deduzione specifica sul costo del lavoro (quale quella per incremento occupazionale), mentre sottrae al costo del lavoro la deduzione spettante alle imprese che hanno un valore della produzione non superiore a 180.000 euro circa, deduzione che non è collegata al costo del lavoro.
Infine un chiarimento meramente compilativo con riferimento a cosa indicare nel rigo RI 4 colonna 1 laddove vanno segnale le maggiori perdite prodotte per effetto della parziale deduzione dell’Irap versata. Le istruzione, e in particolare un esempio ivi inserito, portano a concludere che debba essere indicata solo l’importo della maggiore perdita e non l’intera perdita ricalcolata.

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