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Stop al fondo patrimoniale che nasce «a orologeria»

La creazione di un fondo patrimoniale “a orologeria” può costare il carcere al coniuge inseguito dalle pretese del Fisco.
La Corte di cassazione (Terza penale, sentenza 40561/12 depositata ieri) ha infatti confermato la condanna a due anni di reclusione inflitta a un imprenditore friulano accusato di «sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte» (articolo 11 del Dlgs 74/2000).
L’uomo, coinvolto nel 2002 in una verifica fiscale che aveva portato molto lontano – sei società cartiere a lui riferibili, diventate strumenti della sparizione a vario titolo di quasi 17 milioni di imposte – si era repentinamente sposato due anni più tardi (dopo 17 di convivenza) e aveva costituito in due tappe ravvicinate un fondo patrimoniale «per le esigenze familiari». Nel patrimonio, destinato a garantire un futuro sgombro da preoccupazioni, erano finiti tutti i beni immobili della coppia e, qualche mese dopo, anche un’imbarcazione e sette auto d’epoca. La concatenazione dei fatti aveva convinto i giudici di merito della «mancanza di buona fede» dell’indagato, non essendo plausibile la motivazione «della futura adozione di prole», e alla fine ha anche persuaso la Cassazione. Che però, a margine del rigetto del ricorso, è tornata a delimitare i confini dell’articolo 11, proprio in relazione al fondo patrimoniale. A cominciare dalla considerazione che non serve una procedura di riscossione già in atto per consentire la contestazione penale, e ciò a differenza della vecchia fattispecie (Dpr 602/73, articolo 6, poi legge 413/91); quindi «basta unicamente che la condotta risulti idonea a rendere in tutto o in parte inefficace una procedura di riscossione coattiva da parte dello Stato, idoneità da apprezzare, in base ai principi, con giudizio ex ante, e non anche per l’effettiva verificazione dell’evento». In sostanza, l’allarme penale scatta per ogni atto o fatto «intenzionalmente volto a ridurre la capacità patrimoniale del contribuente», e quindi il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte è un reato «di pericolo». Nell’estensione giurisprudenziale del concetto, la punibilità per aver costituito un fondo patrimoniale non viene esclusa automaticamente neppure dal pagamento integrale e successivo del credito contestato. «In tema di reati tributari, la costituzione di un fondo patrimoniale integra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte in quanto è atto idoneo ad ostacolare il soddisfacimento di un’obbligazione tributaria». Unico limite per il giudice penale, dimostrare «la finalità nel tracciato delittuoso», per evitare un’inammissibile inversione dell’onere della prova a carico dei coniugi.

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