Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Stop ai contratti in corso nel concordato in bianco

Lo scioglimento e la sospensione dei contratti in corso di esecuzione può essere richiesta dal debitore anche in caso di deposito di domanda di concordato “in bianco”, previsto dall’articolo 161, comma 6, della legge fallimentare, introdotto dal decreto legge 83/2012. La facoltà può essere esercitata anche nel caso di rapporti negoziali nei quali una delle parti abbia già eseguito la propria prestazione.
È questo il principio affermato dalla Corte d’appello di Genova che, con il decreto del 10 febbraio scorso, ha respinto il reclamo di alcuni istituti di credito contro il provvedimento del tribunale che aveva autorizzato il debitore in concordato prima a sospendere e poi a sciogliere i contratti bancari esistenti dopo il deposito della domanda con riserva.
Il contrasto
Il decreto legge 83/2012 ha disciplinato, per la prima volta, la sorte dei rapporti giuridici pendenti al momento del deposito della domanda di concordato. Il debitore può ora chiedere che il tribunale lo autorizzi a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione, o a sospenderne l’esecuzione per 60 giorni.
La norma si è prestata a interpretazioni giurisprudenziali di segno opposto con riferimento alla sua piena applicabilità al concordato con riserva.
I tribunali si sono mossi spesso con prudenza sul presupposto che la sospensione dei contratti in corso di esecuzione prevista dall’articolo 169-bis della legge fallimentare costituisse un valido contemperamento degli interessi della debitrice e della controparte contrattuale, ritenendo opportuno autorizzare lo scioglimento di questi contratti solo dopo che fosse stata depositata la domanda di concordato completa, o che il debitore avesse, quantomeno, effettuato una disclosure circa il tipo di concordato proposto (se liquidatorio o in continuità). E ciò al fine di consentire al tribunale il vaglio della sussistenza dei presupposti per lo scioglimento o la sospensione, che comportano benefici per il debitore e sacrifici per la controparte contrattuale. Il tribunale deve infatti operare un’attenta valutazione della effettiva opportunità per la procedura di evitare la prosecuzione dei contratti, valutazione che non può essere effettuata in assenza di elementi quali la tipologia di concordato che il debitore intende perseguire, l’esposizione della situazione economica aggiornata, l’incidenza della prosecuzione dei contratti sul passivo concordatario, l’inutilità dei beni e servizi oggetto di tali contratti per l’eventuale prosecuzione dell’attività di impresa in caso di presentazione di domanda di concordato in continuità.
Controllo tanto più necessario se si considera che il debitore, sino al deposito della domanda completa, può mutare il proprio originario intendimento e depositare un accordo di ristrutturazione dei debiti come prevede l’articolo 182-bis della legge fallimentare, procedura che non consente alcuna modifica dei contratti in corso.
La decisione
Nel provvedimento della Corte d’appello di Genova viene privilegiato il profilo formale, testuale dell’articolo 169-bis della legge fallimentare, che non sembra far distinzioni tra concordato con riserva e concordato completo. Sempre seguendo questo profilo interpretativo i giudici liguri comprendono nell’ambito di applicazione della norma anche i contratti nei quali una delle parti abbia già eseguito la propria prestazione. Con la conseguenza che lo scioglimento potrebbe riguardare i contratti a effetto reale, anche se sia già avvenuto il trasferimento del diritto: ad esempio, se il venditore abbia trasferito la proprietà e abbia perciò già adempiuto la propria prestazione. Medesime considerazioni varrebbero per il contratto di mutuo stipulato e adempiuto dalla mutuante prima del deposito della domanda di concordato preventivo.
Interpretazione che, accentuando ancor più l’asimmetria delle posizioni a danno della controparte contrattuale, rischia di minare la certezza dei rapporti giuridici e quindi la fiducia degli operatori nel proseguire regolarmente i rapporti con l’imprenditore in crisi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa