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Stop agli ammortamenti, deduzione con il limite massimo dei coefficienti

Tra le più dibattute misure varate per alleviare gli effetti negativi sui bilanci della pandemia va certamente annoverata la possibilità per le imprese Oic di sospendere, in tutto o in parte, gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali nel bilancio al 31 dicembre 2020 (o in quello in corso al 15 agosto 2020 per i contribuenti non «solari»), prevista dall’articolo 60, commi 7-bis e seguenti del Dl 104/2020, in deroga al principio di sistematicità degli ammortamenti. La sospensione degli ammortamenti consente di «alleggerire» il conto economico del 2020 rispetto ai costi dei cespiti materiali e immateriali.

Per applicare l’agevolazione occorre valutare con particolare attenzione i vincoli e i limiti sia sotto l’aspetto civilistico che fiscale.

L’accantonamento

In ambito civilistico è richiesto (alle assemblee che si tengono in queste settimane) che gli utili di ammontare corrispondente alla quota di ammortamento non imputata in bilancio a seguito della deroga siano accantonati in una riserva indisponibile che potrà essere «liberata» solo in funzione della successiva iscrizione a conto economico della quota di ammortamento sospesa (o al momento della cessione del bene). In caso di utili di esercizio di importo inferiore a quello della quota di ammortamento sospesa, la riserva indisponibile dovrà essere alimentata utilizzando riserve di utili pregressi o altre riserve patrimoniali disponibili. In mancanza anche di queste, il vincolo è applicato sugli utili degli esercizi successivi.

La quota di ammortamento non effettuata nell’anno è imputata al conto economico relativo all’esercizio successivo e con lo stesso criterio sono differite le quote susseguenti, cosicché il piano di ammortamento originario del cespite si prolunga di un anno. Nel caso di sospensione dell’intero importo della quota la norma assume, pertanto, un’estensione di un anno della vita utile residua del cespite, ma l’Oic nel documento interpretativo n. 9 ha precisato che, qualora non sia possibile allungare la vita utile del cespite a causa di vincoli contrattuali o tecnici, occorre mantenere immutata la durata del piano di ammortamento, incrementando pro quota gli ammortamenti degli esercizi successivi (che saranno calcolati in misura pari al rapporto tra valore residuo del bene ammortizzabile e vita utile residua non modificata).

Deduzione extra-contabile

Ai fini fiscali (comma 7-quinquies dell’articolo 60) è consentito dedurre in via extra-contabile (ovvero mediante variazione in diminuzione nei modelli Redditi e Irap), la quota di ammortamento sospesa, anche se non imputata a conto economico. Ma, come anche evidenziato dalla recente norma di comportamento n. 212 dell’Aidc, per operare tale deduzione, salvo la deroga espressamente prevista per il requisito dell’imputazione a conto economico, occorre tenere in considerazione tutte le altre condizioni di legge per la deducibilità fiscale degli ammortamenti, e in particolare i limiti massimi rappresentati dai coefficienti di ammortamento di cui al Dm 31 dicembre 1988.

Altro importante chiarimento della norma Aidc n. 212 riguarda il fatto che la deduzione extracontabile deve considerarsi facoltativa, per cui la quota sospesa potrebbe, in alternativa, anche essere dedotta fiscalmente quando sarà imputata a conto economico negli esercizi successivi, ovvero senza creare un «doppio binario» civilistico fiscale (risparmiando lo stanziamento di imposte differite e la compilazione del quadro Rv).

La variabile del minor gettito

Sul punto occorre tuttavia particolare prudenza perché l’agenzia delle Entrate, in occasione di Telefisco 2021, ha fornito una riposta ambigua che potrebbe far propendere per una obbligatorietà della deduzione in dichiarazione, presumibilmente dovuta al minor gettito nell’anno del reversal, non quantificato dal decreto Agosto dello scorso anno (per quanto compensato dalla mancata deduzione nel 2020). Purtroppo su questo argomento non è stato diffuso alcun documento di prassi, per cui le imprese stanno operando “al buio”, senza conoscere il pensiero delle Entrate sulla facoltà (e le conseguenze) di chi intende evitare il doppio binario.

Resta, inoltre, il problema che il citato comma 7-quinquies non cita gli articoli 104 e 108 Tuir, per cui letteralmente parrebbe che la deduzione extracontabile non si applichi agli ammortamenti sospesi dei beni gratuitamente devolvibili e delle spese relative a più esercizi, anche se in molti, a cominciare da Assonime, hanno espresso opinione favorevole riguardo a queste voci (circolare n. 2 del 2021).

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