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Stop agli acquisti truffa ora ci salva un doppio clic

“Complimenti, hai vinto!”. Un messaggio del genere l’abbiamo ricevuto tutti, sul nostro smartphone. Peccato che il messaggio – soltanto a leggerlo, dopo un piccolo distratto tocco – si insinui perfido dentro il cellulare. Altro che vincita. Da quel momento, la nostra sim risulterà abbonata a un servizio via telefono e con sovrapprezzo. Come suonerie, videosuonerie, sfondi per il cellulare, giochi, musica, app.
Pagheremo così, senza volerlo e senza capire, anche 20 euro al mese più Iva. Adesso il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) dà un giro di vite e aumenta le tutele soprattutto per giovani e anziani, i più vulnerabili ai servizi sanguisuga (facili da attivare e difficili da cancellare).
Si parte proprio dai messaggi dracula, ora vietatissimi.
Nessuna forma di pubblicità potrà contenere «espressioni fuorvianti», che annunciano vittorie grandiose. Chi organizza un concorso, una lotteria, un evento potrà usare al massimo formule come “prova a vincere attivando il servizio in abbonamento”. Più chiare e leali. La chiarezza è alla base del Codice di Condotta (che il Garante scrive con Tim, Vodafone, WindTre, Iliad, insieme a due associazioni di imprese che vendono servizi premium). Chi commercializza questi servizi dovrà promuoverli in due tappe. Una prima pagina supponiamo di un sito descriverà il servizio. Se la persona è interessata, con un tocco o un clic verrà indirizzata alla seconda e decisiva pagina.
Che indicherà prezzo dell’abbonamento (Iva inclusa), società che lo offre, indirizzo e-mail dell’assistenza clienti, per informazioni o reclami. Un tasto grande e ben visibile infine – con le scritte “clicca e conferma”, “clicca e acquista” – dovrà essere premuto per attivare il tutto.
Bisogna uscire dunque dall’era delle attivazioni silenti e involontarie, quando siti di giochi, di previsioni del tempo, di sport attivano servizi premium solo navigando. È il momento di entrare nella stagione sicura del “doppio clic”. Pagherò se tocco una volta e poi una seconda, perché ho capito per davvero che cosa la mia scelta comporti.
Nel 2017, ogni 100 denunce dei consumatori al Garante, cinque riguardavano l’attivazione sleale e truffaldina di servizi con sovrapprezzo. E sono tante le persone che non denunciano e provano a sbrigarsela da sole.
Tantissime le sim aziendali infestate da servizi a pagamento, cui le imprese prestano scarsa attenzione.
Per questo, il Garante ricorda che un numero verde – gratuito da fisso e da mobile – è disponibile l’intera settimana.
Gli operatori dell’800442299 controllano intanto se la nostra sim è gravata da servizi sanguisuga. Possono disattivarli e prendere finanche in carico una richiesta di rimborso. A proposito di rimborsi, le società che ci assicurano la navigazione in Rete e quelle che vendono il servizio dovranno dire all’utente, entro massimo 30 giorni, se la sua richiesta di restituzione del denaro è fondata. Il rifiuto di rimborsare dovrà essere motivato per iscritto. Il Garante sottolinea anche che la madre di tutte le garanzie è in campo da anni.
Basta una telefonata al nostro operatore per chiedere che la sim diventi impenetrabile a qualsiasi servizio a pagamento. Nessuno potrà attivarne.
Prevenire è meglio che curare.

Aldo Fontanarosa

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