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Stock option tassate all’incasso

Le tasse sulle stock option si calcolano in base alla normativa in vigore nel momento in cui vengono incassate, e non invece con riferimento alle regole fiscali vigenti quando erano state assegnate.
La sezione tributaria della Corte di cassazione (sentenza 13088/12, depositata ieri) chiarisce i presupposti dell’imposta su una forma di retribuzione molto in voga dalla fine degli anni ’90, e non a caso oggetto di una serie di interventi del legislatore circa il regime fiscale applicabile.
La questione era sorta a margine della controversia tra l’agenzia delle Entrate e una dipendente di Nokia Italia sulle plusvalenze realizzate nell’anno di imposta 2001. In particolare la contribuente aveva impugnato il silenzio–rifiuto dell’amministrazione riguardo l’istanza di rimborso di ritenuta dell’Irpef, indebitamente – secondo la donna – operata dal datore di lavoro.
In prima istanza la Commissione tributaria provinciale di Milano aveva dato torto alla ex dipendente della Nokia, confermando la trattenuta fiscale, ma il verdetto era stato ribaltato – nel 2006 – dalla Ctr Lombardia, con vittoria per la contribuente.
A rimettere ordine alla norma fiscale applicabile alle stock option è la Suprema Corte, che decidendo nel merito ha annullato senza rinvio la sentenza della Ctr. «Al fine della corretta individuazione della disciplina applicabile è necessario distinguere i due momenti della assegnazione del diritto di opzione, da un lato – scrive il relatore – e quello di esercizio dello stesso e dunque della effettiva assegnazione dei rispettivi titoli, dall’altro». Le azioni oggetto dell’opzione, in sostanza, entrano a far parte del patrimonio del dipendente «nel momento in cui l’opzione verrà esercitata o ceduta» e pertanto «la disciplina applicabile sarà quella vigente al momento di tale esercizio».
Nonostante la sentenza si riferisca al periodo ’97-2001, intervallo tra l’assegnazione e l’effettivo incasso delle plusvalenze da parte della dipendente Nokia, il principio affermato dalla sentenza varrà ovviamente anche per le ultime modifiche al regime delle stock option. Il legislatore è intervenuto con il Dl 78/2010 – addizionale del 10% per la parte che eccede il triplo della retribuzione fissa per dirigenti e collaboratori di imprese del settore finanziario – e ancora con il Dl 98/2011, che ha abbassato la soglia di applicazione dell’addizionale al semplice superamento della retribuzione fissa.

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