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Stm, il bilancio d’addio di Bozotti è da record

Un bilancio da incorniciare per Stm, l’ultimo firmato da Carlo Bozotti, con risultati superiori alle stime e buone prospettive per il 2018.
«Di errori e rimpianti ce ne sono sempre, ma dopo tanti anni lascio il gruppo in buona salute, più forte e più focalizzato», spiega Carlo Bozotti. L’amministratore delegato – da 13 anni al timone di Stm ma da 41 anni in azienda, prima ancora che si chiamasse così e che diventasse una joint venture italo- francese – con l’assemblea di maggio lascerà: il successore, già individuato da tempo, è Jean- Marc Chery ( nel gruppo dall’87). Lascia con un fatturato 2017 salito del 19,7% ( a 8,35 miliardi di dollari) e utili netti passati da 165 a 802 milioni di dollari. Ancora meglio il quarto trimestre: più 15,5% il giro d’affari rispetto al trimestre precedente (+32,6% rispetto a un anno fa) mentre il margine lordo è salito al 40,6%. « Oggi St ha meno prodotti rispetto al passato, ma una chiara leadership nei settori in cui opera – continua l’ad siamo più focalizzati e più efficienti, facciamo meno cose ma le vendiamo a più clienti: nella parte che chiamiamo mass market abbiamo centomila clienti, in maggioranza piccole e medie imprese che si muovono in tantissimi settori applicativi. È una platea vastissima, che aiuta a mitigare il rischio di dipendere da pochi clienti » . Solo pochi anni fa Nokia assorbiva il 20% del fatturato Stm e la sua crisi quasi rischiò di travolgere il gruppo. «Da quando sono ad abbiamo affrontato tre emergenze: il periodo in cui l’euro aveva sfiorato gli 1,60 dollari, la gravissima crisi economica del 2009 e, un paio di anni dopo, il tracollo di Nokia. Siamo usciti dal cuore digitale degli smartphone ma abbiamo potenziato la “periferia” dei cellulari, i sensori, l’alimentazione; nella parte legata all’automobile puntiamo a crescere nel 2018 più dell’anno precedente, nel settore degli smartphone ci aspettiamo una forte crescita nella seconda metà del 2018, rispetto al primo semestre » , conclude Bozotti. Semmai qualche nube viene dal super- euro: per Stm un punto percentuale di apprezzamento dell’euro sul dollaro ha un impatto negativo sull’utile lordo di 6 milioni di dollari in un trimestre.
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