Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Stime del governo, no in Parlamento

La Banca d’Italia esprime dubbi sulla capacità della manovra di bilancio di stimolare la crescita nel 2017. Ma soprattutto l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sostiene che al momento non può validare il quadro delle previsioni perché aspetta i dettagli del documento, che arriveranno il 15 ottobre, come confermato ieri dal premier Matteo Renzi.

Le perplessità più grandi, per i vertici di Palazzo Koch, sono legate al fatto che l’eliminazione dell’Iva non innescherebbe tutta la crescita prevista dall’esecutivo. Per quanto riguarda, invece, l’Upb c’è molta incertezza sulla possibilità di accoglimento della richiesta, avanzata all’Ue, di poter aumentare l’indebitamento netto dello 0,4% (pari a 7,7 miliardi) per coprire i costi di eventi eccezionali (il sisma del 24 agosto e l’emergenza immigrazione). Parlando in audizione di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento del Def, Luigi Federico Signorini, vice direttore generale di Bankitalia, sostiene: «Il Governo prospetta per il 2017 una crescita del Pil dell’1%, nettamente più elevata (0,4% in più) – sostiene – e un’inflazione più bassa (0,8 in meno) rispetto al quadro tendenziale. Quanto agli effetti della manovra, sono obiettivi ambiziosi, non li abbiamo definiti sovrastimati». Quindi «bisognerà creare e costruire gli interventi con grande cura, in particolare privilegiando gli investimenti», proseguendo «con sempre maggiore determinazione» sulla revisione della spesa pubblica. Per Bankitalia l’obiettivo strategico rimane «la riduzione del peso del debito sull’economia», ostacolata quest’anno dalla bassa crescita del Pil e «dalla difficoltà di realizzare le privatizzazioni».

Secondo l’Upb le stime «appaiono contrassegnate da un eccesso di ottimismo» e risultano «significativamente fuori linea». Se il quadro non verrà precisato «noi non lo valideremo». Alla luce delle informazioni disponibili, «le stime di crescita del Pil per il prossimo anno sono non positive», fa notare Pisauro che evidenzia in particolare che nel 2017 la crescita programmatica è superiore dello 0,3% rispetto alla media delle stime del panel Upb e dello 0,2 rispetto al valore massimo rilevato.

Qualche dubbio è stato espresso anche dalla Corte dei conti, soprattutto sulla crescita dei prossimi anni. Secondo la magistratura contabile la domanda internazionale rischia di pesare sulle nostre esportazioni e dunque sulla crescita, con conseguenti difficoltà per rispettare gli obiettivi di bilancio.

L’Istat intanto certifica per il secondo trimestre un rapporto deficit/pil di appena lo 0,2% (era 0,9% nello stesso periodo dell’anno scorso), il dato migliore dal secondo trimestre del 2007. L’Istat, però, ha dovuto anche rivedere al ribasso la stima sulla crescita acquisita in questo scorso del 2016, dallo 0,7% stimato a settembre allo 0,6. Aumenta il potere d’acquisto delle famiglie, più 2,9% nel secondo trimestre 2016 rispetto al 2015, ma i consumi crescono solo dello 0,2 e schizza la propensione al risparmio: +9,6% in un anno.

Francesco Di Frischia

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L'acquisto della banca senese potrebbe permettere al gruppo milanese di ridurre la distanza dal lead...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni l’attenzione dei commentatori politici è stata focalizzata sulle modalità di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo Conte bis è entrato in crisi proprio quando alcuni dossier economici di capitale importa...

Oggi sulla stampa