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Stesso danno, indennizzi diversi

di Andrea Maria Candidi

Il danno biologico trova la tabella unica per le lesioni più gravi. Ma le differenze restano. Perché lo schema di regolamento con gli indennizzi per le invalidità oltre 9 punti percentuali, presentato al Consiglio dei ministri in agosto e ora al vaglio del Consiglio di Stato, si applicherà ai soli postumi dei sinistri stradali. Tutte le altre lesioni, che hanno cioè una causa diversa, saranno invece risarcite secondo i criteri (meglio: i valori) finora seguiti. Di fatto, quelli contenuti nelle tabelle del Tribunale di Milano. E le differenze non sono solo nel nome delle griglie, ma soprattutto nell'entità degli indennizzi. A conti fatti, gli uni il doppio degli altri.

Quando il regolamento entrerà in vigore, la stessa lesione all'incolumità personale provocata dalla caduta in una buca sarà pagata praticamente il doppio di quella causata da un incidente automobilistico. Per avere un assaggio della distanza basta vedere le tabelle riportate a lato con i risarcimenti (tra un minimo e un massimo) in base al grado di invalidità e all'età del danneggiato. I valori cambiano, seppure di poco, anche in ragione del sesso della persona che ha subito il danno: la migliore speranza di vita delle donne, infatti, influenza gli importi a favore di queste ultime.

Per le controversie sulla rc auto, dunque, la nuova tabella delle menomazioni all'integrità psicofisica comprese fra dieci e cento punti di invalidità costituisce un'autentica rivoluzione. Innanzitutto colma una lacuna del codice delle assicurazioni private, perché fino a questo punto è in vigore solo la tabella per le cosiddette «micropermanenti», cioè le invalidità fino al 9 per cento. La commissione del ministero della Salute, che ha elaborato i nuovi criteri, chiude così il cerchio e consente di superare, anche se solo per il particolare capitolo rc auto, le difformità risarcitorie su scala nazionale. Di certo sarà una stangata per i danneggiati e una boccata d'ossigeno invece per le compagnie assicuratrici. L'unico vantaggio per gli automobilisti è che il nuovo sistema abbatterà il montante-risarcimenti e questo potrebbe tradursi in premi più bassi. Staremo a vedere.

Le difformità, come visto, rimangono invece con le altre categorie di danno biologico. Per le quali, tuttavia, qualche passo avanti è stato compiuto. Ma non dal legislatore. È toccato alla giurisprudenza, in particolare alla Corte di cassazione, sciogliere il bandolo della matassa. Sono stati i supremi giudici, infatti, a riconoscere, in assenza di un criterio di legge, il modello meneghino quale strumento valido sull'intero territorio nazionale. Il risultato lo si è ottenuto dopo che le tabelle del Tribunale di Milano sono state utilizzate per anni anche da gran parte degli altri uffici giudiziari. Fino a quando la Cassazione (si veda anche il box in basso) qualche mese fa ha rotto gli indugi e ha di fatto consacrato quei valori al rango di riferimenti nazionali.

La loro applicazione, per il momento, continua a estendersi anche alla materia rc auto. Quando poi il nuovo regolamento entrerà in vigore, assisteremo alla separazione dei criteri: da una parte i sinistri stradali, dall'altra tutte le altre categorie. Solo allora, inoltre, potremo capire se la difformità sarà tollerata dalla giurisprudenza, se cioè i giudici non vedranno una ingiustificata disparità di trattamento. C'è poi da considerare il dibattito che si svilupperà sulla possibilità o meno di "personalizzare" i valori di legge. In sostanza bisognerà chiedersi se i nuovi importi – nel loro intervallo tra un minimo e un massimo – siano effettivamente in grado di includere ogni aspetto del danno subito. Non va dimenticato che c'è sempre un margine di discrezionalità da parte del giudice nell'individuazione dell'importo da liquidare, e ci sarà da verificare la tenuta costitiuzionale di un limite massimo inderogabile.

Ultima questione è quella del punto base: le tabelle sul danno biologico, sia quelle di Milano, sia quelle ministeriali, non sono altro che lo sviluppo matematico di un valore iniziale (per intendersi, l'indennizzo del primo punto di invalidità per un individuo di un anno). Parte delle differenze tra i due modelli dipende anche dal punto di partenza adottato: circa 675 euro per le tabelle ministeriali, poco meno di 740 euro per quelle milanesi. Ritoccando l'importo iniziale, dunque, una parte delle differenze potrebbe essere colmata.

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