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Stellantis, è subito cedola Convocati i soci per Faurecia

Il progetto di integrazione di Stellantis prosegue a marcia spedita. Dopo la maxi cedola di 2,9 miliardi deliberata da Fca prima del closing della fusione con Psa e destinata ai soli azionisti del gruppo automobilistico italo americano, nelle prossime settimane si completerà il pacchetto cedole che garantisce il matrimonio che ha dato vita al nuovo gigante dell’auto.

Ieri, in una nota diffusa in mattinata, Stellantis (-3,5% in Borsa) ha fatto sapere che è stata convocata per l’8 marzo alle 14 la prima assemblea straordinaria del nuovo gruppo per approvare la distribuzione ai soci della partecipazione storica detenuta da Psa in Faurecia, il gruppo di componentistica controllato al 46% dalla casa francese e oggi passato sotto la stessa Stellantis. La quota originaria, in questi mesi, si è ridotta dal 46% al 39,3% del capitale, a cui si sommano i 308 milioni di euro ottenuti dal gruppo francese quando il 29 ottobre 2020 ha venduto oltre 9 milioni di azioni della controllata attiva nella componentistica. Per questo motivo, oggetto della distribuzione, specifica il comunicato diffuso dal gruppo, saranno un massimo di 54.297.006 azioni ordinarie di Faurecia e 308 milioni di euro dei proventi ricevuti da Peugeot per lo smobilizzo della quota. L’assise dei soci, che a causa della pandemia avverrà in remoto, completa un nuovo importante passaggio funzionale a creare le condizioni di una fusione alla pari.

A questo punto, archiviato il dossier Faurecia, il gruppo guidato da Carlos Tavares potrà concentrarsi sui passaggi più operativi della fusione e costruire la strategia del futuro. Nei prossimi mesi, l’andamento del gruppo, risulterà decisivo per capire se e in che misura anche l’ultima previsione del general agreement potrà essere messa in atto. Il riferimento è all’ulteriore distribuzione di un dividendo di un miliardo di euro. L’accordo di fusione rivisto alla luce della pandemia prevedeva tale eventualità, ma la stessa è evidentemente condizionata allo stato di salute di Stellantis nei prossimi mesi.

Nell’attesa, il mercato guarda alle prossime mosse di Tavares, a cui toccherà costruire la nuova strategia e fissare i target del quarto gruppo mondiale del settore auto. Il manager portoghese è chiamato a preparare in pochi mesi – probabilmente prima dell’estate – il nuovo piano industriale con le mission produttive degli stabilimenti, le piattaforme e i modelli. L’integrazione porterà sinergie pari a 5 miliardi di euro all’anno, ma le due società hanno più volte ribadito che non avranno ripercussioni sulle fabbriche del gruppo e sull’occupazione.

Infine sarà interessante verificare se la mappa dei soci di Stellantis si modificherà nei prossimi mesi alla luce degli accordi tra i soci che prevedono un rafforzamento della famiglia Peugeot e una discesa dello Stato francese, oltre che dell’investitore cinese. Attualmente primo azionista di Stellantis è Exor con il 14,4 per cento.

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