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Stellantis sceglie Termoli per la gigafactory delle batterie

Carlos Tavares, il ceo di Stellantis, il gruppo nato dalla fusione di Psa e Fca, presentando la sua strategia di elettrificazione per gli anni futuri, ha annunciato che una gigafactory per la produzione delle batterie sarà realizzata nello stabilimento molisano di Termoli dove lavorano 2500 dipendenti, escludendo definitivamente la chiusura dell’impianto, da sempre dedicato ai motori a benzina. Il Ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti ha subito dichiarato «la bella e attesa notizia è arrivata». Una scelta in cui si legge il vero significato di «riconversione», un passaggio da una tipologia di propulsori termici a quella che segnerà il domani dell’auto. Una decisione che non ha solo un valore tecnologico ma è un forte simbolo in cui si riconosce l’ italianità all’interno del gruppo, è un atto di responsabilità e di fiducia verso i lavoratori. Una scelta accolta con delusione a Torino. «Questa decisione tradisce il Piemonte. Una terra che ha un credito enorme verso questa azienda», sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e la sindaca di Torino Chiara Appendino. Le trattative con il governo si stavano protraendo da tempo, tanto che il ministro Cingolani, nei giorni scorsi, aveva precisato che la decisione della sede spettava all’azienda. Immediati i commenti dei sindacati , sia quello di Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, responsabile del settore auto che ha detto «Tavares ha ascoltato le nostre richieste» sia quello di Michele De Palma, della Fiom che ha sottolineato «la gigafactory è la premessa di ulteriori accordi per la produzione di nuovi modelli e la piena occupazione». Il sito di Termoli affiancherà le altre due fabbriche di batterie del gruppo, una in Francia ed una in Germania. L’obiettivo, in Europa, vede le vendite di Stellantis arrivare al 70% e al 40% negli Stati Uniti, entro il 2025. Per la fine dell’anno potrebbero già toccare le 400mila unità. Tavares ha precisato che «saranno investiti oltre 30 miliardi di euro, entro il 2025, nell’elettrificazione e nel software, investimenti superiori al 30% rispetto alla media del settore». Ha evidenziato che il margine operativo potrebbe superare la forchetta prevista tra il 5,5% e il 7,5% comunicata precedentemente, nonostante la carenza di semi-conduttori che condizioneranno i volumi. Tutti i brand, posizionati su quattro piattaforme, non si trasformeranno con l’identico ritmo. Opel dovrà aspettare il 2028 per divenire al 100% elettrica e Dodge, in Usa, lancerà il suo primo modello solo nel 2024.

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