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Stellantis sceglie Melfi Superlinea dal 2024 per l’auto elettrica

Una superlinea con una capacità produttiva fino a 400 mila vetture all’anno e quattro nuovi modelli “full electric” e di marchi diversi a partire dal 2024. Ecco il futuro dello stabilimento di Melfi dentro Stellantis. Il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa ha alzato il velo su una parte del nuovo piano industriale che verrà presentato a fine anno dall’ad Carlos Tavares. A dare un’anticipazione del futuro, durante la riunione al tavolo convocato al Mise con governo e sindacati, è stato il vice responsabile di Stellantis Europa, Davide Mele. Ha anche annunciato che il sito in Basilicata, quello più grande d’Italia con 7.200 addetti, ospiterà una delle quattro nuove piattaforme di Stellantis: la “Ftla medium”, pensata per vetture con un’autonomia da 700 chilometri. Positive le reazioni dei sindacati, anche se a livello locale si discuterà su come utilizzare in altre fabbriche o incentivare con uno scivolo verso la pensione il 10 per cento della forza lavoro: circa 700 addetti. Il primo passaggio ad agosto con la costruzione, mettendo insieme le due esistenti, di un primo impianto dove far girare Compass, 500X e Renegade. Struttura che nel 2023 sarà potenziata. Accanto nascerà una linea dedicata all’impacchettamento delle batterie. Stellantis, che è partecipata da Exor che controlla Repubblica attraverso Gedi, vuole centrare l’obiettivo di arrivare a lavorare su 19,5 turni settimanali, con un’organizzazione a linea unica, tipica di Psa.Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, definisce l’incontro come «un primo positivo passo, in cui sono venute indicazioni di una volontà di significativo investimento sulla realtà di Melfi». Incontro seguito a distanza anche dal premier Draghi che ha chiesto di essere informato sull’evoluzione della trattativa. Il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, ha definito «positiva la riaffermazione della vocazione territoriale di Stellantis. Si parte con Melfi, che sarà valorizzata. È poi importante che ci siano garanzie sull’occupazione e che non ci siano brutte sorprese». Si è accennato al tema gigafactory e al terzo impianto che Stellantis dovrà costruire in Europa, dopo Francia e Germania. L’azienda non dà indicazioni: «Non possiamo parlare di una gigafactory senza affrontare la questione fondamentale della scelta sul luogo di produzione delle batterie. Ancora non è stata presa», ha detto il ministro. Il gruppo guidato dal presidente John Elkann e dall’ad Tavares sottolinea che si tratta «di un forte segnale positivo dell’impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che abbiamo da tempo avviato con il ministero dello Sviluppo economico e tutte le organizzazioni sindacali».Ferdinando Uliano, segretario Fim, sottolinea che «è positivo l’anticipo del piano industriale per uno stabilimento italiano, apriremo un tavolo di confronto per verificare le questioni collegate al tema dell’occupazione, facendo una verifica puntuale della coerenza delle dichiarazioni dell’azienda». Secondo Rocco Palombella, segretario della Uilm, «è positivo che l’azienda non abbia dichiarato esuberi strutturali. Ed è positivo che il primo investimento parta da Melfi, realtà scelta per iniziare la transizione ecologica. Vogliamo capire meglio che cosa significhi puntare su una super linea, come, in che tempi e con che effetti ». Francesca Re David, segretaria della Fiom. e Michele De Palma, responsabile auto, chiedono «un accordo quadro nazionale con la partecipazione dei lavoratori che abbia al centro un piano industriale che salvaguardi la capacità installata e che garantisca la tenuta sociale e la continuità occupazionale per i prossimi 5 anni». Secondo Roberto Di Maulo, segretario del Fismic, «si è allontanato lo spettro dello smantellamento di una linea senza prospettive. Con la superlinea ci sono prospettive».

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