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Stellantis festeggia i suoi primi tre mesi con ricavi su del 14%

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha commentato così i risultati che il gruppo ha diffuso ieri sul primo trimestre 2021, il primo in assoluto nella storia dell’azienda nata il 17 gennaio scorso dalla fusione tra Psa e Fca. Stellantis ha realizzato ricavi per 37 miliardi di euro, che si confrontano con i 32,4 miliardi del primo trimestre 2020 (+14%). Entrambi i dati sono rettificati, per tener conto non soltanto dei primi sedici giorni del trimestre, quando la fusione non era formalizzata, ma anche dell’uscita dal perimetro dell’azienda di componenti Faurecia. In Borsa i dati hanno spinto il titolo su del 7%.
Il nuovo gruppo ha consegnato 1,56 milioni di vetture, in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2020, quando si erano manifestati i primi effetti della pandemia. Le consegne complessive, compresi van e furgoni, sono cresciute del 12%, a 1,61 milioni di unità. Stellantis (partecipata con il 14,4% da Exor, che controlla anche l’editore di
La Repubblica ) ha diffuso anche le prime stime sull’impatto della penuria di semiconduttori, che ha costretto numerose case a fermare le fabbriche. Dalle linee sono usciti 190 mila veicoli in meno rispetto ai programmi. Un miglioramento è atteso solo nel secondo semestre.
Tavares, in una lettera ai dipendenti, ha affermato che Stellantis «ha iniziato il nuovo viaggio con forte slancio, dimostrando tutto il suo straordinario potenziale» ma che, allo stesso tempo, ha ancora «molta strada da fare». Sull’emergenza semiconduttori ha detto che «i nostri team sono mobilitati 24 ore su 24, sette giorni su sette. Ogni giorno intraprendiamo azioni decisive per ridurre al minimo l’impatto negativo ». Proprio ieri a Melfi sono stati annunciati altri stop alla produzione nel mese di maggio.
I blocchi hanno frenato le consegne soprattutto in Nord America (meno 20 mila unità, a 451 mila), anche se i ricavi sono cresciuti, grazie ai prezzi di vendita più alti e al più ricco mix dei modelli venduti. Lo stesso è avvenuto in Sud America e in Europa, dove sono aumentate anche le consegne.
La Fiom Cgil smorza l’entusiasmo per i dati. «Stellantis ha registrato un solido fatturato», sottolinea il segretario nazionale e responsabile automotive Michele Di Palma «mentre per i lavoratori in Italia c’è stato l’aumento della cassa integrazione. Se si paragonano i dati al 2019, si vede come il settore sia in profonda crisi ». Per i sindacati la crescita in Europa è sostenuta da modelli che si producono fuori dall’Italia, «dove regna invece più incertezza». A Torino, secondo la Fiom, tra operai e impiegati, a maggio la cassa interesserà a singhiozzo oltre 7 mila persone.
Numeri da record infine per Cnh Industrial (anch’essa controllata da Exor) nel primo trimestre 2021, non solo rispetto al 2020, ma ai primi tre mesi del 2019. Il gruppo che opera nel settore dei tir e dei macchinari per agricoltura e costruzioni ha prodotto ricavi per 7,5 miliardi di dollari, il 37% in più del primo trimestre 2020, e un utile netto di 425 milioni di dollari. Solide le performance in tutti i segmenti e previsioni per il 2021 in rialzo, tanto che la Borsa premia Cnh con un +5,2%. Basi forti su cui impostare lo spin-off di Iveco. Nella newco – l’annuncio è di ieri – finirà anche il settore difesa, antincendio, i motori Fpt e metà dei servizi finanziari .
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