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Stellantis corre subito in Borsa Elkann: “È un nuovo inizio”

Il titolo Stellantis ha debuttato ieri in Borsa a Milano e Parigi, mettendo a segno un rialzo del 7,57% e chiudendo a 13,52 euro per azione, a fronte di progressi dello 0,53% per l’indice milanese Ftse Mib e dello 0,10 del parigino Cac 40. In attesa degli incontri che il nuovo amministratore delegato Carlos Tavares avrà oggi con la stampa e domani con i sindacati italiani, in una giornata dedicata soprattutto alle celebrazioni per la fusione che ha dato vita al quarto costruttore automobilistico mondiale (ai dati del 2019) l’accelerazione è stata spiegata dagli operatori almeno in parte con fattori tecnici.
Stellantis ha infatti un peso specifico superiore a quelli che Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot Citroën (Psa) avevano in precedenza sui rispettivi listini e, di conseguenza, i fondi che replicano gli indici hanno dovuto aumentare le loro posizioni, comprando azioni.
Resta il fatto che il nuovo gruppo si presenta con ambizioni forti. Le ha ribadite nella prima lettera scritta ai dipendenti del nuovo gruppo John Elkann, che di Stellantis è il presidente, rivendicando un passato delle due aziende che comprende alcuni dei «marchi più iconici nella storia dell’automobile». Elkann, che ieri dato il via alle negoziazioni suonando la campanella alla Borsa di Milano, ha definito la fusione «un nuovo inizio» e ha sottolineato le sfide della trasformazione teconologica e ambientale che l’automobile sta affrontando: «Ancora una volta siamo i pionieri pronti a cogliere in un mondo in rapido cambiamento l’opportunità di applicare le nostre competenze uniche e le nostre potenti tecnologie. Ci impegneremo in quest’opera con la fiducia e le capacità che ora ci deriveranno dal lavorare in un’azienda unica e unita».
Tavares, in un messaggio diffuso durante la cerimonia di apertura delle negoziazioni del titolo a Parigi dove ha suonato la campanella di apertura, ha sottolineato che l’esperienza mostrata dal management di entrambi i gruppi nel gestire piani di aggregazione – Fiat con Chrysler e Peugeot con Opel – deve rappresentare un fattore di fiducia: «Fin dal primo giorno il nostro focus sarà sulla creazione di valore che deriva dall’implementazione delle sinergie e che aumenterà la nostra competitività ».
Nelle prossime ore gran parte dell’attenzione sarà concentrata sulle parole che Tavares spenderà sul futuro delle fabbriche. I sindacati italiani hanno accolto con favore il fatto che un primo incontro con il manager sia stato fissato già per domani, a cinque giorni dall’efficacia della fusione e a due settimane dalla richiesta avanzata dai rappresentanti dei lavoratori ai dirigenti di Fca. Ma è chiaro che, d’ora in poi, ogni mossa sarà valutata anche per le ricadute occupazionali.
Ieri, comunque, era il momento dei messaggi utili a far vedere dove vuole andare Stellantis: «Siamo in possesso di tutte le componenti necessarie per raggiungere il successo in un secolo segnato da una trasformazione che viaggia a una velocità che potrà solo accelerare», ha aggiunto Elkann nella lettera ai dipendenti, in un passaggio rivolto diretttamente ai 400 mila «colleghi»: «Insieme faremo certamente cose degne di nota, lungo un percorso sempre più sostenibile che ci collocherà all’avanguardia nella corsa per innovare e migliorare il modo in cui si muovono le società».
I fronti aperti, a livello industriale, sono ovviamente numerosi ed è difficile aspettarsi risposte immediate da parte del management. «Per ora non ci sono state indicazioni ma presumibilmente un piano industriale più dettagliato non arriverà prima di di metà anno», dice Gianluca Bertuzzo, analista di Intermonte, secondo il quale i primi aspetti che il mercato osserverà saranno le indicazioni sul consolidamento delle piattaforme comuni per i modelli e sui tempi con i quali verranno raggiunti gli obiettivi forniti per le sinergie. «Un aspetto che aveva impressionato favorevolmente nel 2017, quando Psa aveva acquistato Opel, era stata la capacità di Tavares di identificare in tempi rapidi i problemi da risolvere e indicare in modo lineare il modo per affrontarli», dice Bertuzzo, che per questo 2021, primo anno di vita di Stellantis, si attende una ripresa delle vendite globali del settore auto fino a livelli inferiori di circa il 7-8% rispetto al 2019, ultimo anno pre-Covid.
Ieri a Piazza Affari, intanto, del rialzo di Stellantis ha beneficiato anche Exor (+2,64%), che del nuovo gruppo è il principale azionista con una quota del 14,4% (e che controlla anche Gedi, editore di La Repubblica ).
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