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Stellantis, accordo di cinque anni tra Exor e la famiglia Peugeot

Un documento di sei pagine, con altrettanti articoli e previsioni, firmato per Exor dal rappresentante John Elkann e per Peugeot 1810 dal Ceo Bertrand Finet e dal presidente Robert Peugeot.

È l’accordo di consultazione che lega le due dinastie in Stellantis, un’intesa sottoscritta lo scorso 14 aprile e consultata da Il Sole 24 Ore, che ha l’obiettivo di rafforzare i legami tra le due famiglie azioniste, Agnelli e Peugeot, assicurando il loro sostegno a Stellantis nel lungo periodo. Una sorta di patto “leggero” che, come sottolinea lo stesso documento, non ha l’obiettivo di creare un concerto o un “gruppo” tra Torino e Parigi, ma solo di gettare le basi per un confronto costruttivo finalizzato alla crescita e allo sviluppo di Stellantis. Il futuro del quarto gruppo mondiale del settore auto, del resto, è la priorità per i due azionisti ed è un segnale chiaro e inequivocabile che Exor e Peugeot 1810 ribadiscono il reciproco impegno come soci di riferimento nella nuova Stellantis in continuità con quel ruolo, ricoperto separatamente per oltre un secolo, dalla famiglia francese in Peugeot (poi divenuta Psa) e dalla dinastia italiana in Fiat (trasformata nel tempo in Fca). Un concetto, quest’ultimo, che è stato messo nero su bianco nel paragrafo intitolato «Considerazioni», che precede la disciplina dell’accordo di consultazione: «Sulla base dei termini e soggetto alle condizioni dell’accordo, le Parti, a sostegno della lunga tradizione delle famiglie Agnelli e Peugeot nel settore automobilistico e con l’obiettivo di essere azionisti di riferimento di lungo termine di Stellantis e riconoscendo l’importanza di una buona ed efficiente corporate governance, desiderano istituire un processo che consenta loro di consultarsi su base collaborativa e volontaria in vista delle Assemblee generali».

Nel dettaglio l’intesa governa la quota del 14,4% in mano ad Exor e quella del 7,2% in mano alla dinastia Peugeot e prevede al punto 2.1 che «al fine di scambiare riflessioni e discutere delle rispettive opinioni sui punti all’ordine del giorno posti in votazione o in discussione in qualsiasi Assemblea, i rappresentanti delle Parti intendono consultarsi tra loro e riunirsi tempestivamente e comunque almeno 7 giorni prima di ciascuna Assemblea di Stellantis». Il confronto però, aggiunge l’accordo, non comporta alcun obbligo di raggiungere una «visione comune» e ciascuna parte rimarrà sempre libera di esercitare i propri diritti di voto in modo indipendente. Non ci sarà, dunque, una politica di votazione congiunta e lo stesso processo di consultazione – si specifica – non è finalizzato al controllo di Stellantis né a contrastare il buon esito di qualsiasi offerta per il quarto gruppo mondiale del settore auto. In sintesi, non ci si trova di fronte ad azioni di concerto.

Quanto alla durata, è stabilito al punto 3 che l’accordo di consultazione rimarrà in vigore a tutti gli effetti fino al quinto anniversario della data di efficacia (il «Periodo iniziale»). E se nessuna delle Parti invia all’altra un avviso scritto di risoluzione almeno sei mesi prima della fine del Periodo iniziale, l’intesa sarà rinnovata automaticamente per un altro periodo di cinque anni. L’accordo prevede anche un patto di riservatezza: le parti non dovranno divulgare alcuna informazione ottenuta in relazione all’esecuzione dell’accordo tranne che in determinati casi. In primo luogo nel caso in cui le informazioni siano conosciute da una Parte indipendente da questo rapporto; e poi in presenza di richieste da qualsiasi autorità giudiziaria o da qualsiasi autorità di borsa riconosciuta; infine in procedimenti legali. Detto ciò, sia Exor sia Peugeot 1180 potranno comunicare ai propri direttori, funzionari, dipendenti le informazioni necessarie allo svolgimento del loro ruolo.

Infine, le ultime disposizioni disciplinano eventuali controversie che dovessero nascere nel corso della durata dell’accordo. In generale, si sottolinea, nessun emendamento all’accordo sarà efficace se non in forma scritta firmata da tutte le parti. Quanto alle controversie, le stesse saranno regolate in conformità con le leggi dei Paesi Bassi. Nello specifico eventuali stalli derivanti dall’accordo saranno affidati a tre arbitri: ciascuna Parte nominerà un arbitro e i due arbitri nominati nomineranno il terzo arbitro. La sede dell’arbitrato sarà Ginevra.

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