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Stellantis accelera al debutto

Debutto in borsa da incorniciare per Stellantis, la società nata dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa Peugeot Citroen: a piazza Affari il titolo ha guadagnato il 7,57% a 13,52 euro. In precedenza i rialzi avevano superato l’8% con un massimo di seduta a 13,636 euro. «Oggi nasce Stellantis», ha affermato l’a.d. Carlos Tavares. «Siamo molto orgogliosi della quotazione su Borsa italiana e ringraziamo calorosamente il nostro oltre 99% di azionisti e investitori istituzionali che hanno reso possibile questo importante momento. Da oggi in poi faremo leva sui vantaggi di questa fusione da 25 miliardi di euro per perseguire una forte performance e aumentare ulteriormente il valore per gli azionisti sulla base di vantaggi competitivi senza pari».

La cerimonia della fusione, che ha dato vita al quarto costruttore automobilistico mondiale, a causa del Covid è avvenuta virtualmente attraverso video registrati di John Elkann, presidente di Stellantis e di Exor, per la quotazione a Milano, e di Tavares per quella su Euronext a Parigi. Oggi sarà invece la volta dell’avvio a Wall Street. Stellantis è stata quotata a Parigi con procedura diretta. Il prezzo di riferimento è stato fissato a 12,57 euro per azione. La capitalizzazione di mercato di Stellantis nel giorno dell’Ipo ammontava quindi a 39,2 miliardi.

«Possediamo le dimensioni, le risorse, la diversità e il know how necessari per cogliere con successo le opportunità offerte dalla nuova era dei trasporti», ha osservato Elkann. «La nostra aspirazione è quella di costruire qualcosa di unico e di grande offrendo ai nostri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili. Questo nuovo, entusiasmante viaggio inizia oggi per tutti i nostri stakeholder, inclusi i nostri importanti investitori, individuali e istituzionali, in tutto il mondo».

Exor, in virtù della fusione, possiede il 14,4% del capitale di Stellantis. La holding degli Agnelli rimuoverà le attività e passività ex Fca contabilizzate secondo il metodo del consolidamento integrale e registrerà l’investimento in Stellantis secondo il metodo del patrimonio netto, con una valutazione iniziale al fair value, completando la ripartizione del prezzo di acquisto entro un anno dalla data di chiusura dell’operazione. Gli effetti preliminari delle implicazioni contabili, attualmente non ancora quantificabili, saranno riportati nel conto economico consolidato semestrale abbreviato di Exor al 30 giugno e, infine, rettificati mediante il completamento del prezzo di acquisto e il processo di assegnazione.

Intanto la governance di Stellantis è entrata in vigore. Il cda è composto da due amministratori esecutivi, John Elkann (presidente) e Carlos Tavares (a.d.), e da nove non esecutivi: Robert Peugeot (vicepresidente), Henri de Castries (senior independent director,), Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott. Il board ha nominato un audit committee, un remuneration committee e un governance committee.

«È con emozione e orgoglio che diamo oggi il benvenuto in Borsa italiana al nuovo gruppo Stellantis», ha affermato l’amministratore delegato di Borsa italiana, Raffaele Jerusalmi. «Borsa italiana ha avuto il privilegio di celebrare altre tappe significative di Fca, e prima ancora di Fiat: dallo spin-off di Fiat Industrial alla creazione di Fca, fino al più recente spin-off di Ferrari. Siamo felici di vedere il gruppo continuare a crescere da azienda italiana a global player internazionale. L’unione tra Fca e Psa rappresenta un altro passo importante nel percorso secolare disegnato dalla famiglia Agnelli, in grado di rispondere alle sfide globali del settore automobilistico».

Stellantis è il quarto costruttore di automobili al mondo con 8,1 milioni di veicoli venduti, oltre 180 miliardi di euro di fatturato, 400 mila dipendenti e sinergie per 5 miliardi. Gli analisti di Intesa Sanpaolo prevedono che l’attenzione del mercato si concentrerà sulle prestazioni economiche e finanziarie del gruppo e sulla sua capacità di pagare il dividendo da un miliardo di euro relativo al 2020, come indicato nei termini della fusione. Per gli esperti il gruppo presenterà un piano industriale dettagliato entro la fine del primo semestre e l’inizio del terzo trimestre. Per quanto riguarda la valutazione, «il mercato inizierà a scontare le sinergie di Stellantis in una seconda fase, quando il loro impatto inizierà a essere visibile, ovvero dal secondo semestre 2021 e soprattutto dal 2022». Anche escludendo le sinergie, Stellantis «è sottovalutata su tutte le metriche rispetto ai suoi peer più diretti».

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