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Steinmeier: l’Europa risolva l’emergenza occupazione

Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier lancia l’allarme giovani. «Se non si risolve questo problema — ha affermato — crescerà una generazione perduta: un danno che andrà molto oltre la dimensione economica sfociando in una crisi di legittimità dell’Unione europea». Steinmeier interviene al secondo forum italo-tedesco dove, peraltro, ha spiegato che per la ripresa ci sono forti speranze. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non è riuscito a essere presente ma ha inviato un messaggio dove sottolinea che ormai da «tre anni cresce l’integrazione economica tra Italia e Germania nonostante un contesto europeo rissoso» e indica la strada del forum — pragmatica, basata su un confronto costruttivo — quella da imitare per la nuova Europa che uscirà dal voto del 25 maggio. Al forum italo-tedesco ha partecipato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che nel suo intervento ha invitato a «superare la visione falsata e caricaturale dei rapporti» tra Roma e Berlino, che sono due «grandi Paesi europei, europeisti, fondatori» aggiungendo che l’Italia «conta su una Germania al nostro fianco».
Tra Italia e Germania i rapporti economici sono in crescita: gli investimenti delle imprese tedesche nel nostro Paese sono passati in 4 anni da 30 a 33 miliardi di euro e sono 1350 le aziende italiane partecipate da società tedesche per un giro d’affari complessivo di 95 miliardi di euro. «Questo è quello che conta, nessun riferimento ad austerità o rigore — commenta il germanista Angelo Bolaffi — l’industria italiana e quella tedesca sono in linea per ripartire con le loro 10 mila imprese famigliari». Per Emanuele Gatti, animatore del forum,«queste cifre contraddicono la diffusa e sbagliata percezione di una generale sfiducia della Germania sull’Italia». «La verità — spiega l’avvocato Wolf Michael Kuhne — è che l’Italia non sa comunicare all’estero le sue eccellenze». «La ripresa della crescita europea — ha sostenuto il responsabile di Deutsche Bank in Italia, Flavio Valeri — non potrà che passare dal rilancio dell’industria manifatturiera e, in questo, senso, Italia e Germania, che pure hanno lo stesso Dna, potranno giocare un ruolo di primo piano».

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