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Stati Uniti, la corsa continua il Pil sale del 6,4% in 3 mesi

Gli Stati Uniti sembrano archiviare la crisi del Covid-19. La ripresa appare robusta: l’economia nel primo trimestre è cresciuta del 6,4% annualizzato, come ha confermato la seconda lettura del Pil, anche se gli economisti attendevano un dato ancora migliore (+6,6%), mentre la richiesta di sussidi di disoccupazione hanno toccato un nuovo minimo dall’inizio della pandemia, scendendo a 406 mila domande la settimana scorsa rispetto alle 444 mila della settimana precedente, una flessione maggiore di quanto avevano previsto.

I mercati riflettono la corsa: l’indice S&P 500 ha guadagnato il 90% dal minimo segnato nel marzo 2020, anche grazie alla spinta della politica monetaria ultra accomodante delle Federal Reserve, accompagnata da un formidabile stimolo fiscale, che il presidente Usa, Joe Biden, vuole continuare a fornire nell’arco del prossimo decennio, per ammodernare le infrastrutture e ridare slancio alla classe media americana. «Ci riprenderemo un po’ di soldi di quell’1%» dei super ricchi in America che ha tratto beneficio dai tagli alle tasse di Donald Trump», ha affermato Biden, durante un intervento in Ohio un intervento sull’economia a Cleveland, nell’Ohio

Secondo il New York Times, la Casa Bianca oggi annuncerà un piano da 6 mila miliardi di dollari nel 2022, che si estenderà nei prossimi dieci anni. Il piano di Biden, che prevede ingenti fondi anche per la sanità e l’istruzione, porterebbe le spese federali a livelli mai visti dopo la Seconda guerra mondiale, con un deficit sopra i 1.800 miliardi. A dispetto dell’intenzione dell’amministrazione di aumentare le tasse a carico delle grandi multinazionali e delle persone più abbienti. Ma secondo la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, il governo federale sta mettendo sul piatto una manovra di bilancio «al passo coi tempi». Perciò «non possiamo agire come se fossimo nel 2010», ha detto invitando il Congresso ad «aumentare il passo della spesa». E se è vero che il piano di Biden aumenterà il rapporto debito/Pil federale, portandolo al di sopra del suo livello attuale di circa il 100% nel prossimo decennio, la manovra è «fiscalmente responsabile», in parte perché l’onere degli interessi reali per finanziare il debito federale è attualmente negativo, visto che i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine dell’1,6% sono inferiori al tasso di inflazione. Mentre l’inflazione, osservata di recente, «sarà temporanea, non qualcosa che è endemico». Anche se Yellen si aspetta che il rialzo dei prezzi duri ancora diversi mesi, pronosticando che vedremo «alti tassi annuali di inflazione fino alla fine di quest’anno». Gli investimenti però aumenteranno la capacità di offerta dell’economia e permetteranno «crescita più rapida negli anni futuri senza inflazione».

L’1%

Il presidente Usa: «Riprenderemo un po’ di soldi da quell’1% di super ricchi»

Il problema semmai sarà trovare un compromesso con i Repubblicani per far approvare il nuovo mega stimolo. Ieri alla proposta di Biden di ridimensionare il pacchetto per le infrastrutture già annunciato, da 2,3 a 1,7 trilioni, i Repubblicani hanno risposto con un’offerta di 928 miliardi nei prossimi 5 anni, da finanziare reindirizzando gli aiuti federali per il Covid, un’ipotesi osteggiata dai democratici.

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