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Start up semplificate con la Scia

Semplificate e snellite le procedure di inizio attività nel settore del commercio e della somministrazione con la modifica ai requisiti di accesso e di esercizio delle attività e con il passaggio dalla Dia alla Scia. Scia da presentare con comunicazione unica al registro imprese che la trasmette immediatamente allo sportello unico.

Questo grazie a quanto previsto dal dlgs 6 agosto 2012, n. 147 (su G.U. n. 202 del 30/09/2012 S.O. n. 177) che integra e corregge il dlgs 26 marzo 2010 n. 59. Il provvedimento (dlgs 59/2010) è attuativo della direttiva 2006/123/CE, la cui finalità è quella di agevolare l’accesso e l’esercizio delle attività di servizi, riducendo gli oneri burocratici e i requisiti per costituire nuove imprese nel proprio Stato o in un altro paese dell’Unione europea. Al fine di fornire una omogenea applicazione delle nuove disposizioni nel territorio nazionale, il MISE con circolare del 12 settembre 2012 n. 3656/C ha fornito precisazioni sulle modalità applicative delle modifiche introdotte dal Dlgs n. 147/2012.

Novità per la somministrazione (bar e ristoranti). Ridimensionato il potere dei Comuni nel settore della somministrazione in quanto l’autorizzazione preventiva per l’apertura di un bar o di un ristorante è richiesta solo se l’esercizio è ubicato in una zona tutelata per un «corretto sviluppo del settore» o in quanto «area di importanza artistica o ambientale». Al di fuori di queste aree gli esercizi commerciali sono aperti con la Scia. Relativamente al possesso dei requisiti morali per l’apertura di un’attività di somministrazione viene stabilito che gli stessi devono essere posseduti dal legale rappresentante in caso di società e nel caso di impresa individuale sia dal titolare che dalla persona preposta. Confermate anche le semplificazioni per lo svolgimento dell’attività di somministrazione in occasione di sagre e feste.

Novità per il commercio. Sia per le imprese individuali che in caso di società, associazioni od organismi collettivi, i requisiti professionali previsti per l’esercizio del commercio di prodotti alimentari e per la somministrazione di alimenti e bevande devono essere posseduti dal titolare o rappresentante legale, ovvero, in alternativa, dall’eventuale persona preposta all’attività commerciale. Pertanto, è possibile iscrivere al registro delle imprese una impresa individuale il cui titolare, pur essendo sprovvisto di requisiti professionali richiesti per il commercio di prodotti appartenenti al settore alimentare, nomini una persona preposta all’attività commerciale che sia in possesso dei requisiti richiesti. L’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di prodotti appartenenti al settore alimentare e, in particolare, ai prodotti ortoflorofrutticoli, carnei e ittici, è subordinato esclusivamente al possesso dei requisiti di onorabilità (art. 71, comma 6, del dlgs. 26 marzo 2010, n. 59). Pertanto i requisiti professionali rimangono solo per i dettaglianti.

Vendite con incaricati a domicilio. Importanti e rilevanti modifiche alle disposizioni normative riguardanti le vendite con incaricati a domicilio. L’inizio dell’attività individuale o societaria deve essere effettuata presentando la Scia al Comune. I nomi degli incaricati (in possesso dei soli requisiti morali) devono essere comunicati all’autorità di pubblica sicurezza della sede legale dell’impresa che rilascia agli interessati una tessera di riconoscimento. Dal punto di vista fiscale l’attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio è considerata abituale ai fini Iva se nell’anno solare per la stessa è percepito un reddito superiore a 5 mila euro. Viene infine sottolineato che l’incaricato non è un agente di commercio se opera, in assenza di esclusiva di zona e vincoli di durata della prestazione e senza aver assunto contrattualmente nei confronti dell’impresa affidante alcun obbligo vincolante di svolgere attività promozionale.

Attività di facchinaggio, di acconciatore ed estetista, di tinto lavanderia. Per l’attività di facchinaggio, l’iscrizione al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane è subordinata alla dimostrazione della sussistenza de soli requisiti di onorabilità (non dovranno essere più accertati i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico organizzativi). Per l’attività di acconciatore, il responsabile tecnico deve garantire la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività e deve essere iscritto nel Rea contestualmente alla trasmissione della Scia. Analoga iscrizione è prevista per il responsabile tecnico nell’attività di estetica. Per l’attività di tintolavanderia, è stato precisato che le disposizioni della l. n. 84/2006, escluse quelle concernenti l’obbligo di designazione del responsabile tecnico, si applicano anche alle imprese di lavanderia dotate esclusivamente di lavatrici professionali ad acqua ed essiccatori destinati a essere utilizzati direttamente dalla clientela previo acquisto di appositi gettoni (art. 17, comma 1, lett. b), dlgs. n. 147/2012).

Ruolo dei periti e degli esperti. Soppresse le Commissioni per la tenuta del Ruolo e la Commissione centrale per l’esame dei ricorsi. Le competenze relative alla gestione del Ruolo dei periti e degli esperti sono assolte dall’ufficio competente della Cciaa in forma semplificata. Il ruolo dei periti e degli esperti viene pubblicato sul sito della Cciaa.

Spedizionieri. Oltre alle Commissioni per la tenuta dell’elenco, le cui funzioni sono passate alla Cciaa, viene soppressa anche la Commissione centrale, le cui funzioni vengono assicurate dal Mise. Con la modifica dell’articolo 6, comma 3, della l. n. 1442/1941: l’impresa deve essere in possesso dei requisiti di adeguata capacità finanziaria, comprovati da un capitale sociale sottoscritto e versato di almeno 100 mila euro; nel caso di srl, sas e snc occorre accertare, attraverso l’esame dell’atto costitutivo e delle eventuali modificazioni, l’ammontare del capitale sociale realmente sottoscritto e versato. Qualora sia inferiore ai 100 mila euro, dovranno essere richieste prestazioni integrative fino alla concorrenza del limite di cui sopra, che possono consistere in fideiussioni rilasciate da compagnie di assicurazione o da aziende di credito. Per le imprese individuali e le società cooperative l’adeguata capacità finanziaria è comprovata o dal possesso di immobili o da un deposito vincolato in denaro o titoli, nonché mediante le suddette garanzie fidejussorie e in ogni caso, per importo globale non inferiore alla cifra più volte richiamata. Sostituito anche l’articolo 7 della l. n. 1442/1941.

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