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Start-up innovative, per lo sviluppo

Sta nella nascita di un nuovo tipo di società, chiamata Start-up innovativa, il cuore pulsante del nuovo decreto crescita, allo studio del governo. Essa avrà un’apposita sezione nel Registro imprese e un’altra dedicata nel fondo di garanzia per le pmi. Sarà, inoltre, esclusa dalla disciplina sulle società di comodo e da quella sulle non operative. E godrà dell’effetto di agevolazioni fiscali erogate a contribuenti e imprese, quale stimolo a investire nel suo capitale. Non solo: sono allo studio nuove norme sul fallimento appositamente dedicate e, perfino, un nuovo contratto tipico di lavoro costruito su misura per i dipendenti. Il provvedimento, di cui ItaliaOggi è in grado di anticipare parte dei contenuti, è in pratica il pacchetto omnibus per l’agenda digitale, contenente anche misure per l’informatizzazione della p.a., della sanità e della giustizia. Il decreto potrebbe finire il 14 settembre sul tavolo del consiglio dei ministri. Ma non è escluso un rinvio al 21. Per affinamenti al testo.

Gli aiuti fiscali ai contribuenti. La bozza di decreto al vaglio del governo prevede, per gli anni 2013, 2014 e 2015, una detrazione Irpef per un importo pari al 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative. Questa spetterà sia per l’investimento condotto direttamente dal contribuente sia per gli investimenti fatti tramite Oicv orientati sulle start-up innovative. In ogni caso, spiega la bozza di decreto, l’aliquota media dell’Irpef, applicabile in ogni periodo d’imposta, non potrà essere inferiore al 33% dell’imponibile. A tal fine, il testo prevede che non si tenga conto di altre detrazioni spettanti al contribuente. L’ammontare non detraibile nel periodo di riferimento potrà, però, essere detratto nei periodi d’imposta successivi. Ma non oltre il terzo. L’investimento massimo detraibile, per periodo d’imposta, non potrà superare i 500 mila euro e dovrà essere mantenuto per almeno un biennio.

Per le società. Per i periodi d’imposta 2013, 2014, 2015, non concorrerà alla formazione del reddito Ires il 20% delle somma investita nel capitale sociale di una o più start-up. L’investimento massimo deducibile non potrà superare, in ciascun periodo d’imposta, 1,8 mln di euro. E dovrà essere mantenuto per due anni.

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