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Start up, incentivi in partenza

Stanno per diventare operativi gli incentivi fiscali per chi investe nelle start up innovative. Le detrazioni fiscali si applicano alle persone fisiche e alle società. Le società possono portare in deduzione dal reddito imponibile (Ires) il 20% dell’investimento, sempre che esso venga mantenuto per almeno due anni, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro. Le persone fisiche che investono nel capitale di una o più start up innovativa, direttamente o attraverso Oicr hanno diritto a una detrazione Irpef del 19% per importi fino a 500 mila euro. Dopo il via libera il 6 dicembre scorso dall’Unione europea il decreto attuativo sugli incentivi fiscali per le start up innovative è stato firmato alla fine di gennaio scorso dai due ministri Fabrizio Saccomanni e Flavio Zanonato ed è ora alla Corte dei conti per la registrazione, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto interministeriale Mise-Mef è composto di sette articoli e dà attuazione all’articolo 29 del decreto legge n. 179 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (c.d. decreto Crescita). Le persone fisiche (per i soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice l’importo per il quale spetta la detrazione è determinato in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili e il limite di cui sopra e si applica con riferimento al conferimento in denaro effettuato dalla società) che investono nel capitale di una o più start up innovativa, direttamente o attraverso Oicr, hanno diritto a una detrazione Irpef del 19%. L’investimento massimo detraibile è pari a 500 mila euro per ciascun periodo d’imposta interessato dal decreto attuativo (2013-2014-2015).

Se l’investimento è in una start up a vocazione sociale (come definita dal comma 4 dell’articolo 25 del decreto legge n. 179 del 2012) o in una nuova società innovativa che sviluppa prodotti e servizi tecnologici nel settore energia, la detrazione sale al 25%. Le società possono invece portare in deduzione dal reddito imponibile il 20% dell’investimento, sempre che esso venga mantenuto per almeno due anni fino a un massimo di 1,8 milioni di euro. La percentuale sale al 27% per le persone giuridiche qualora l’azienda in cui si investe è a vocazione sociale oppure sviluppa tecnologie applicate al mondo energetico. I soggetti che vorranno beneficiare delle agevolazioni fiscali devono dimostrare, con appositi documenti, che gli investimenti effettuati riguardano le società che possiedono e sono anche in grado di mantenere nel tempo la qualifica di start up innovativa. In pratica, viene richiesto agli investitori la conservazione della copia del certificato di iscrizione della start up alla sezione speciale del registro delle imprese; la certificazione della start up che attesti il rispetto del limite di investimento di 2,5 milioni; una copia del piano di investimento della start up innovativa (con informazioni dettagliate sull’oggetto dell’attività, sui relativi prodotti, sulle previsioni di vendite). Infine, per gli investimenti in start up a vocazione sociale l’investitore deve conservare una certificazione rilasciata dalla stessa start up attestante l’oggetto della propria attività. L’investimento nelle start up innovative deve essere mantenuto almeno per due anni. E decade se, entro due anni dalla data in cui rileva l’investimento si verifica: la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio degli investimenti agevolati, la riduzione di capitale nonché la ripartizione di riserve o altri fondi costituiti con sovrapprezzi di emissione delle azioni o quote delle start up innovative o delle società che investono prevalentemente in start up innovative, il recesso o l’esclusione degli investitori e la perdita di uno dei requisiti previsti dall’articolo 25, comma 2, del dl n. 179/2012, da parte della start up innovativa, secondo quanto risulta dal periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese.

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