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Start-up al via senza il notaio

Start-up innovative, costituzione e successive modifiche possono avvenire senza notaio. Le spese notarili, che pesano da 1.000 a 2.500 euro circa, possono essere evitate dalle nuove imprese. Un sito del ministero dello sviluppo economico, appositamente dedicato permetterà alle stesse di ricercare agevolazioni.

Sono queste le novità principali dell’Investment compact per le start-up innovative. Grazie a quanto introdotto dall’art. 10-bis della legge n. 33 del 24 marzo 2015, per le Pmi è possibile eliminare il passaggio dal notaio. Per farlo, l’atto costitutivo e le successive modificazioni dovranno essere redatti secondo un modello uniforme che sarà adottato con decreto del ministro dello sviluppo economico. L’operatività della nuova norma è subordinata, a questo punto, solo alla messa a disposizione del modello. Una volta disponibile, dovrà essere compilato e firmato digitalmente dai soci. Poi, a cura degli stessi, dovrà essere trasmesso al competente ufficio del registro delle imprese. Resta comunque la possibilità per le imprese di passare dal notaio se ritenuto opportuno e di inserire condizioni particolari negli atti costitutivi.

Che cosa dice l’art. 10-bis della legge 24 marzo 2015. La novità, scritta in modalità sibillina, si deduce dall’art. 10 che recita, tra l’altro, «l’atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82». Leggendo l’art. 24, di cui sopra, relativo alla firma digitale, al punto 2 emerge la specifica che l’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere a ogni fine previsto dalla normativa vigente.

Le start-up innovative. Per poter beneficare dell’esenzione dall’obbligo di utilizzo del notaio, le nuove imprese devono rientrare nella definizione di start-up innovativa. Per poterlo fare devono possedere almeno uno tra i seguenti requisiti:

1) spese in ricerca e sviluppo pari o superiori al 15% del maggior valore tra il costo e il valore totale della produzione;

2) utilizzo di collaboratori o dipendenti in percentuale superiore a un terzo di personale in possesso del dottorato presso un’università italiana o straniera o in possesso di laurea, con svolgimento almeno triennale di attività di ricerca presso istituti privati o pubblici, italiani o stranieri. Questo punto può essere colto anche utilizzando personale in possesso di laurea magistrale. In questo caso il personale con queste specifiche deve essere con una percentuale pari ai di due terzi della forza di lavoro complessiva.

3) titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, oppure titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario, registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Inoltre l’oggetto della società deve prevedere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o di un servizio ad alto valore tecnologico.

Portale dei bandi. Sarà il ministero dello sviluppo economico a creare nel proprio sito internet istituzionale un portale nel quale sono indicati tutti i documenti e le informazioni necessarie per accedere ai bandi di finanziamento pubblici e privati diretti e indiretti in favore delle piccole e medie imprese innovative e delle start-up innovative di cui al comma 2 dell’articolo 25 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Sul sito le imprese potranno quindi trovare una selezione delle agevolazioni a loro dedicate. Lo strumento permetterà alle imprese di avere un quadro definito per finanziare gli investimenti che andranno a effettuare. La sensibilità all’argomento è testimoniata dal fatto che, solo sul nuovo «Smart&Start», strumento nazionale che finanzia le nuove imprese innovative, sono già arrivate oltre 600 domande dal 16 febbraio scorso.

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