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Start-up, agevolazione estesa

Addio al regime incentivante «Smart & Start», riservato alle sole imprese innovative del Sud. Al suo posto un nuovo meccanismo agevolativo indirizzato alle start-up innovative ubicate sull’intero territorio italiano. Potranno richiedere le agevolazioni le persone che vorranno costituire una start-up e anche i cittadini stranieri che hanno ottenuto il visto facile start-up. Stanziati 220 milioni di euro. Saranno oggetto di agevolazioni progetti innovativi d’importo compreso tra 100 mila e un 1,5 milioni di euro. Le domande saranno gestite dall’Invitalia. Per le imprese del Sud e del cratere sismico aquilano il 20% dell’importo non andrà restituito. Questo è quanto contenuto nel decreto del Mise che ha ricevuto la firma del ministro Federica Guidi è del ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan per essere infine pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto riordina il progetto «Smart & Start» (dm 6 marzo 2013), prima indirizzato alle start-up innovative ubicate nel Sud Italia, ampliando l’operatività su tutto il nostro territorio. Infatti, dalla data di pubblicazione del decreto in commento i decreti Mise del 6 marzo 2013 e 30 ottobre 2013 saranno abrogati.

Soggetto gestore. Invitalia sarà il soggetto gestore della nuova misura. Il soggetto gestore disciplinerà gli adempimenti amministrativi e tecnici, la concessione, l’erogazione delle agevolazioni e l’esecuzione dei controlli e delle ispezioni.

Soggetti ammessi alle agevolazioni. Potranno ottenere le agevolazioni le start-up innovative costituite da non più di 48 mesi, di piccola dimensione e con sede legale e operativa sul territorio nazionale. Potranno richiedere le agevolazioni le persone fisiche che vorranno costituire una start-up innovativa e i cittadini stranieri in possesso del visto facile start-up purché l’impresa non sia costituita da più di 48 mesi.

Le start-up dovranno:

-essere regolarmente costituite e iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese;

-non essere imprese in liquidazione e non sottoposte a procedura fallimentare;

-non rientrare tra le imprese che non hanno ricevuto e non rimborsato gli aiuti europei;

-aver restituito le agevolazioni godute per le quali il ministero ha disposto un ordine di recupero;

-non essere imprese in difficoltà.

Il possesso dei requisiti sopra elencati deve essere dimostrato al momento della presentazione della domanda. Nel caso di imprese già costituite alla data della presentazione della domanda, nel termine di 60 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Start-up non ammesse. Non sono ammesse alle agevolazioni le start-up che operano nei settori agricoli e nel settore carboniero. Non potranno essere ammesse alle agevolazioni le attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o stati membri. Ossia per programmi collegati a quantitativi di esportazione. I piani di impresa dovranno essere finalizzati allo sviluppo di prodotti e servizi nel campo dell’economia digitale e finalizzati alla valorizzazione economica del sistema della ricerca pubblica e privata. I piani d’impresa potranno avere a oggetto programmi di investimento in innovazione per un importo complessivo di spese e di costi non superiore a un milione e cinquecento mila euro e non inferiore a 100 mila euro. I programmi di investimento dovranno avere a oggetto l’acquisizione di impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche, componenti di hardware e software funzionali al progetto e brevetti e licenze.

I programmi dovranno essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e per la data di avvio del programma si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile. Dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento, pena la revoca delle agevolazioni concesse.

Non saranno oggetto di agevolazione le spese relative alla mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature e le spese effettuate mediante «contratto chiavi in mano», le spese notarili e quelle relative a imposte e tasse. I beni dovranno essere ammortizzabili, utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva e figurare nel bilancio dell’impresa beneficiaria per almeno tre anni.

Bonus ricerca. Documentazione semplificata per le start-up innovative e gli incubatori certificati che accedono al bonus ricerca. Detta semplificazione riguarda la possibilità di «autocertificazione» la documentazione contabile da parte del legale rappresentante dell’impresa senza ricorrere a un revisore legale. Il legale rappresentante deve rendere un’autocertificazione in tal senso, che deve essere visionata dal «certificatore» e conservata agli atti dell’impresa tra la documentazione contabile da esibire in caso di controlli o ispezioni. A disposizione delle Pmi 25 milioni di euro (per le assunzioni effettuate nell’anno 2012). Dal 15 settembre è disponibile l’applicazione online (https://cipaq.mise.gov.it) per la presentazione istanze di credito d’imposta di personale altamente qualificato.

Queste alcune delle risposte contenute nelle faq datate 12 settembre e redatte dai tecnici del ministero dello sviluppo economico. Non costituisce causa di revoca le dimissioni o il licenziamento della persona per la quale è stata ottenuta l’agevolazione, se questa è stata sostituita da una figura con il medesimo titolo. L’impresa dovrà dare comunicazione al Mise dell’avvenuta sostituzione, del nominativo del neoassunto e della decorrenza della nuova assunzione entro un massimo di 30 giorni. il dato occupazionale deve essere rilevato dai dati del bilancio approvato dal consiglio di amministrazione ed esposti nella nota integrativa.

Se l’impresa non è tenuta alla redazione del bilancio o se tali dati non sono rilevabili dalla nota integrativa, il dato occupazionale dovrà essere espresso con riferimento al libro unico del lavoro alla data del 31 dicembre. Per quanto riguarda il criterio con cui determinare il numero degli occupati complessivi dell’impresa, sia per l’esercizio antecedente a quello dell’assunzione che per quelli successivi, si precisa che se il dato occupazionale è riportato nella nota integrativa al bilancio, questo stesso dato (eventualmente al netto dei pensionamenti intervenuti nell’esercizio) va indicato nell’istanza per il credito d’imposta.

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