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Start-up, adempimenti duplici

Iscrizione della start-up innovativa nella sezione speciale del registro delle imprese solo in presenza di attività avviata. Limiti dei controlli in capo all’ufficio camerale in merito alle dichiarazioni presentate dai legali rappresentanti delle aspiranti società innovative. Queste le due importanti precisazioni contenute nella circolare Mise, dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, del 29 settembre 2014 prot. n. 0169135.

L’art. 25, comma 12, del dl n. 179/2012, stabilisce che la start-up innovativa è automaticamente iscritta alla sezione speciale del registro delle imprese a seguito della compilazione e presentazione della domanda in formato elettronico, contenente la breve descrizione dell’attività svolta, compresa l’attività e le spese in ricerca e sviluppo. La start-up innovativa è tenuta contestualmente all’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese , alla presentazione della Scia al competente sportello unico, ove tale adempimento sia prevista dalla regolamentazione amministrativa locale. Se l’impresa non comunica l’inizio dell’attività contestualmente all’iscrizione non può richiedere la registrazione presso la sezione speciale del registro delle imprese e quindi si iscrive nella sezione ordinaria del registro delle imprese con il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria. La richiesta di iscrizione di una società innovativa di nuova costituzione nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese deve essere sempre accompagnata dalla denuncia dell’avvio dell’attività, da intendersi come denuncia dell’avvio dell’attività di sviluppo, produzione e commercializzazione dei prodotti o servizi innovativi. Lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione dei servizi innovativi devono essere tutte oggetto dell’attività della start-up innovativa dopo la sua iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Avvio attività start-up. I tecnici del Mise in risposta a quesito della Cciaa di Reggio Calabria sottolineano che non è possibile denunciare, in sede di iscrizione nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese la sola attività di ricerca e sviluppo della start-up, ma il complessivo avvio delle attività di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico con la specificazione di prodotti o dei servizi. Se per lo svolgimento di queste attività le norme vigenti prevedono l’attivazione di procedimenti autorizzatori o para-autorizzatori, dovrà darsi prova della corretta esecuzione degli stessi (per esempio, mediante allegazione della Scia) nel momento in cui si chiede l’iscrizione nella sezione speciale del registro imprese.

Società non qualificata come start-up. Non può essere considerata start-up innovativa una società la cui attività consista nella sola «sperimentazione» di servizi o beni innovativi, in quanto non sarebbe in tal modo rispettata la definizione codicistica dell’imprenditore (art. 2082 c.c.) secondo cui: «È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi». Poiché, quindi, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi devono essere tutte oggetto dell’attività della start-up innovativa dopo la sua iscrizione nell’apposita sezione speciale, pare inevitabile che, contestualmente a detta richiesta di iscrizione, debba anche essere presentata, ove sia prevista dalla regolazione amministrativa locale inerente dette attività, apposita Scia al competente Suap, anche attraverso la procedura della «comunicazione unica per la nascita dell’impresa» . A tale proposito, il Mise riporta quanto stabilito dall’art. 8 del dm 9/03/1982 «Alla denuncia di inizio dell’attività subordinata al possesso di licenze, autorizzazioni o concessioni amministrative, o a preventiva iscrizione in albi, ruoli, elenchi e registri deve essere allegata la relativa documentazione. Per le denunce inerenti ad attività soggette al possesso di licenze, autorizzazioni o concessioni amministrative rilasciate dalla stessa camera di commercio e alla preventiva iscrizione in albi, ruoli, elenchi o registri tenuti dalla stessa camera, nessuna documentazione è dovuta dal denunciante e il relativo accertamento deve essere effettuato d’ufficio».

Dichiarazioni possesso dei requisiti start-up. Non compete all’ufficio del registro delle imprese presso la camera di commercio valutare il merito delle dichiarazioni presentate dai legali rappresentanti delle aspiranti start-up. Al registro delle imprese spetta la sola verifica formale della documentazione presentata e cioè se la stessa è stata sottoscritta dal soggetto legittimato, se la modulistica è stata presentata correttamente e sono state rese tutte le dichiarazioni previste dalla legge. Alla camera di commercio non va presentata una documentazione esaustiva tecnica circa il prodotto o servizio innovativo che si intende commercializzare per cui, l’istituto camerale, non ha a disposizione elementi istruttori su cui basare la valutazione di merito. Ovviamente non è escluso che la valutazione di merito possa essere effettuato da altri soggetti. Pare appena il caso, a tale proposito e a titolo di esempio, di richiamare qui quanto recato dall’articolo 31, 5 comma, del dl n. 179 «allo scopo di vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni e sul rispetto della disciplina di cui alla presente sezione, il Ministero dello sviluppo economico può avvalersi del nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della guardia di finanza».

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