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Stangata sui risarcimenti Rc auto

di Filippo Martini

Crollano i risarcimenti assicurativi, dal 40% alla metà in meno rispetto alla prassi consolidata dalla Cassazione. La bozza di Dpr portata all'esame preliminare del Consiglio dei ministri è un provvedimento che, dopo il via libera dell'Esecutivo e il parere del Consiglio di Stato, avrà un riflesso di rilevanza assoluta sul nostro sistema di risarcimento del danno alla persona conseguente a sinistro stradale (si veda l'altro articolo nella pagina), compreso il contenzioso pendente.

Il decreto contiene sia la Tabella unica nazionale «delle menomazioni alla integrità psicofisica compresa fra 10 e 100 punti di invalidità» che quella di liquidazione, ovvero del «valore pecuniario» previsto per il risarcimento di tale danno. Con il provvedimento, predisposto su proposta del ministero della Salute, il Governo dà esecuzione all'articolo 138 del Dlgs 209/2005 (il Codice delle assicurazioni), fornendo alla collettività un valore economico nazionale e uniforme. Tale provvedimento attuativo era atteso da molto tempo e, nel silenzio del legislatore, l'elaborazione dei criteri di liquidazione del danno era stata assunta in via di supplenza dalla magistratura di merito che, nel corso degli anni, ha elaborato «tabelle di liquidazione», in un primo tempo prevedendo criteri empirici assai difformi nel Paese.

Proprio l'esigenza di uniformare tali criteri di liquidazione aveva fatto negli ultimi tempi convergere la gran parte dei tribunali dello Stato (quasi il 70%) verso il sistema elaborato dal tribunale di Milano, vuoi per effetto di una adesione a un indice ritenuto più congruo, vuoi in seguito a chiare pronunzie della Cassazione (da ultimo la sentenza 12408/2011).

L'entrata in vigore del Dpr determinerà l'applicazione vincolante dei suoi valori (quanto meno per le lesioni conseguenti a sinistri stradali) per tutti i giudici e in ogni contenzioso pendente al momento dell'entrata in vigore del provvedimento.

Lo sviluppo pratico del raffronto proposto rende conto di un sostanziale abbattimento della liquidazione (per effetto del valore ministeriale) che si aggira tra il 40 e il 50 per cento di quanto sino a oggi è liquidato nei tribunali dello Stato che, ad esempio, adottano la tabella di liquidazione milanese. Tale diversità tra il valore di legge e quello empirico dei tribunali lo si registra sia che si metta in comparazione il valore del punto biologico di base, sia che si ponga il raffronto tra il margine previsto dal III comma dell'articolo 138 del Codice delle assicurazioni (incidenza della lesione su specifici aspetti dinamico relazionali della vittima) e la variabile di "personalizzazione" adottata dalla tabella milanese. Va però ricordato che le tabelle allegate allo schema di Dpr sono state elaborate senza considerare che il valore del "punto" è passato da 674 a 759,04 euro, e questo verrà probabilmente fatto rilevare dal Consiglio di Stato. Una correzione sposterebbe la differenza al 35-40% circa.

Un secondo aspetto sarà dato dall'impatto che tale disciplina normativa avrà, per la giurisprudenza di legittimità e di merito, sul nostro complesso sistema di risarcimento del danno alla salute. È prevedibile che il vero punto centrale del prossimo confronto dottrinale e giudiziale sarà sulla capacità del dato normativo di includere ogni aspetto dinamico relazionale della lesione nel suo contesto indennitario, ovvero se la previsione di un limite massimo risponda o meno ai dettami costituzionali.

 

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