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Stangata Deutsche Bank maxi-multa da 2,5 miliardi per lo scandalo Libor

È un colpo al cuore senza precedenti per la banca che dall’epoca di Bismarck e del Kaiser è spina dorsale del sistema Germania: Deutsche Bank, primo istituto di credito della Bundesrepublik, è stata condannata a pagare una multa di 2,5 miliardi di dollari alle autorità di vigilanza bancaria americane e britanniche, a seguito di anni di manipolazioni segrete dei tassi di riferimento Libor ed Euribor.

E ai piani alti delle nere torri gemelle di Francoforte, sede di Deutsche, già vacillano poltrone eccellenti. Compresa quelle del sudafricano Alan Cloete, membro della presidenza dell’istituto, responsabile degli affari in Asia e soprattutto strettissimo collaboratore del co-presidente e uomo forte, Anshu Jain.
È la multa più alta mai imposta a un istituto di credito del mondo intero in relazione all’indagine sulle manipolazioni dei tassi Libor ed Euribor, in corso da anni. Quella che gli svizzeri di Ubs dovettero accettare nel 2012, cioè circa 1,5 miliardi di dollari, è poco più della metà rispetto alla sanzione comminata a Deutsche Bank.
Forse è solo l’inizio del terremoto. Mercati e osservatori si chiedono quali conseguenze lo scandalo avrà, per gli assetti di potere a Deutsche Bank ma anche per solidità e rating del comparto bancario della prima potenza europea. La sentenza è stata emessa ieri insieme dal Dipartimento alla Giustizia americano, dalla Cftc (l’autorità usa di controllo sui derivati), dalle istituzioni di vigilanza bancaria americane e britanniche, la Dfs e la Fca.
La sanzione è così alta, hanno comunicato gli inquirenti angloamericani, perché a lungo Deutsche Bank ha mentito o cercato di celare l’entità delle sue responsabilità e colpe. Per anni, gli operatori della Deutsche Bank e di diversi altri istituti in tutto il mondo hanno negoziato e concordato in segreto manipolazioni di quei tassi di riferimento in modo vantaggioso per le banche. Che in questo modo hanno guadagnato miliardi di dollari, anche (per esempio nel caso di Deutsche) calcolando gli interessi sui crediti concessi a milioni di clienti.
Adesso Deutsche Bank promette di cambiare tutto, annuncia «una nuova cultura di correttezza e trasparenza». Ma la multa di ieri è la seconda macchia nera sulla sua reputazione, dopo quella che ha dovuto pagare a fine 2013 per lo stesso caso alla Commissione europea: 725 milioni di euro. E a questo punto si sta muovendo anche la BaFin, la commissione di vigilanza bancaria tedesca. Per cui nuove brutte sorprese per la prima banca simbolo del “made in Germany” non sono affatto da escludere.
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