Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Standard & Poor’s declassa Londra Banche nel mirino, Milano giù del 4%

MILANO Dopo il crollo dei mercati di venerdì scorso — all’indomani della scelta del popolo britannico di intraprendere la strada della Brexit — c’era attesa per la giornata di ieri. Poteva andare peggio, se si pensa che venerdì scorso Piazza Affari ha perso il 12,48%. Ma le misure assicurate dalle banche centrali — per bocca del direttore generale della Bri (Banca dei regolamenti internazionali) Jaime Caruana — per garantire l’ordinato funzionamento dei mercati, poco hanno potuto nell’arginare le vendite. Piazza Affari ha chiuso la seduta con la peggior performance europea, con l’indice Ftse Mib giù del 3,94% a 15.103 punti. Raffica di segni negativi anche nelle altre principali Borse continentali: Francoforte in calo del 3,02%, Parigi del 2,97% e Londra del 2,55%. Nel complesso le Borse europee hanno perso altri 282 miliardi (dopo i 637 di venerdì scorso, per un totale oltre i 900 miliardi di euro in due sedute post Brexit), con un calo del 4,1% dell’indice Stoxx Europe 600. A fine serata si è aggiunta anche la decisione di Standard & Poor’s di tagliare il rating della Gran Bretagna, da « AAA» a «AA», con l’outlook che resta negativo. Giù pure il giudizio di Fitch, da AA+ ad AA. Anche Wall Street ha chiuso in rosso: -1,5%.

Eppure la giornata era iniziata con auspici differenti: i segnali positivi delle Borse asiatiche (Tokyo +2,39% e Shanghai +0,86%) avevano trovato parziale conferma nell’apertura delle Borse europee. Piazza Affari aveva aperto con il segno più, arrivando a guadagnare fino all’1%. E Madrid, addirittura, era arrivata a sfiorare un incremento del 3%, probabilmente in scia ai risultati elettorali che hanno sancito la sconfitta di Podemos . A metà seduta è arrivata l’inversione di tendenza, determinata prima dal dietrofront dei titoli finanziari, poi dall’apertura negativa di Wall Street (-1,3%). Tra i titoli più penalizzati quelli bancari, oggetto anche di sospensioni al ribasso. A fine giornata l’indice milanese del comparto ha chiuso in calo del 9,23%, con Mps peggior titolo di giornata (-13,3%) seguito da Mediobanca (-12,8%), Intesa Sanpaolo (-10,9%) e Unicredit (-8%). In sofferenza anche altri titoli finanziari, da Azimut (-11,8%) a Unipol (-10,2%) fino a Generali (-8,4%). In caduta libera anche le azioni degli istituti di credito britannici — Barclays ha perso il 17,3% e Rbs il 15% — e quelle delle compagnie aeree low cost dopo che Easyjet ha lanciato un allarme sugli utili perché si aspetta che, a causa delle incertezze economiche, i ricavi per posto (a cambi costanti) scendano nella seconda metà del 2016 di almeno il 5%. E così le azioni hanno perso il 22% e quelle di Ryanair il 14%. Tra l’altro, i cambi costanti oggi sembrano un azzardo: ieri la sterlina ha continuato la corsa al ribasso perdendo un ulteriore 2,7% toccando, contro euro, quota 1,19. Da segnalare che lo spread Btp-Bund si è allargato fino a raggiungere i 162 punti .

Michelangelo Borrillo

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa