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Staffetta nell’anno dei conti record Le ipotesi sulla Borsa

Forse neppure Marilyn Monroe è stata corteggiata e desiderata tanto quanto la Ferrari. Una ragione c’è: è il marchio più forte del mondo, decretato anche dalla valutazione della società di consulenza Brand-Finance che, dopo aver analizzato i più importanti, ha assegnato al Cavallino Rampante la triplice «AAA+» per il secondo anno consecutivo. Una qualificazione che pone Ferrari in testa alla classifica Bsi (Brand Strength Index), in cui si determinano i valori, indipendentemente dai risvolti economici e sportivi, battendo Coca Cola, Disney, Google e Rolex. La rossa di Maranello insomma è un simbolo con forza e potere di mercato che vanno al di là di se stessa, anche se sembra uno scricciolo di fronte ad altre multinazionali: il marchio è valutato tra i 3,5 e 5,5 miliardi dagli analisti, mentre Apple, per fare un solo esempio, ne vale 105. Il Cavallino nero su fondo giallo rappresenta la bandiera vittoriosa di una tecnologia italiana che nasce e si sviluppa nella nostra provincia: capi di stato, re, regine e capitani di industria hanno varcato la soglia di Maranello anche soltanto per assaporare uno stile di vita.
In questi giorni, si sta decidendo il destino della Ferrari in seno alla nuova galassia Fiat Chrysler Automobiles (Fca). Fondata da Enzo Ferrari nel 1947, la Ferrari con i suoi 2,3 miliardi di fatturato ed il risultato netto di 246milioni di euro nel 2013, rimane una controllata trainante per Fca, che sta cercando di rinforzare il suo polo premium, inserendovi, con pari dignità, anche Maserati ed Alfa Romeo. Il primo semestre dell’anno in corso (domani al consiglio di amministrazione i risultati ufficiali) dovrebbe chiudersi molto positivamente, tanto da far dichiarare all’attuale presidente Luca Cordero di Montezemolo «il 2014 potrebbe essere il migliore della storia della Ferrari».
Questi sono i fatti che contano. Prima di ogni avvicendamento ai vertici (il nome di Sergio Marchionne è il più probabile alla presidenza; nessuna idea invece per l’amministratore delegato) interessa il progetto di integrazione di Ferrari in Fca. Montezemolo e Marchionne si sono incontrati ieri, nella sede della Ferrari. Sono due manager dai caratteri diversi, che si rispettano e che hanno discusso appassionatamente, perché entrambi hanno a cuore il futuro del Cavallino. Sergio Marchionne, che riconosce a Montezemolo l’eccellente lavoro svolto nei 23 anni trascorsi alla guida della Ferrari, ieri mattina era sul circuito di Fiorano con i consiglieri di Philip Morris (il maggior sponsor di Maranello nella Formula 1) a provare nuovi modelli. Il Ceo di Fiat, da vero appassionato, guida abitualmente, anche a livello privato, tutte le Ferrari che entrano in produzione, compresa la supercar che verrà presentata ai primi di ottobre, al Salone dell’Auto di Parigi. Dovrebbe trattarsi della versione stradale della concept car chiamata Sergio Pininfarina, l’industriale scomparso nel 2012, erede del fondatore della celebre carrozzeria torinese.
E intanto, in una giornata debole per il listino (-0,68% il Ftse Mib), ieri Fiat è risultata positiva in Piazza Affari. Il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,65% a 7,69 euro dopo aver toccato in corso di seduta un massimo a quota 7,76, quindi sopra il valore di liquidazione di 7,727 euro nel caso si esercitasse il diritto di recesso. Gli analisti iniziano a guardare alla Ferrari all’interno del perimetro di valore di Fca, anche per un eventuale collocamento in Borsa con la capogruppo o, con minori possibilità, indipendentemente.

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