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«Stabilità a rischio se cade la Grecia»

di Marika de Feo

FRANCOFORTE— La Grecia a rischio collasso comporta «grandi rischi» per la stabilità finanziaria di Eurolandia. Una ristrutturazione del debito greco avrebbe implicazioni «molto pericolose» . Sono bastate queste considerazioni della Banca centrale europea, il giorno dopo la spaccatura tra i ministri dell’Eurogruppo sugli aiuti ad Atene, insieme alle notizie sugli scontri di piazza e sulla crisi politica del governo Papandreou per scatenare ieri l’ennesima giornata nera dei mercati. Borse giù, affondate dai titoli delle banche, nel mirino per l’esposizione sul debito ellenico. Anche Wall Street ha pagato il conto cedendo l’ 1,59%. Euro in ritirata sul dollaro e spread dei titoli decennali greci sul bund tedesco alle stelle: 1.500 punti base. Un record, come lo stesso rendimento dei bond di Atene, ormai al 18%. Dice la Bce che la Grecia deve attuare i programmi concordati di correzione dei conti e delle riforme per ricevere gli aiuti della Ue e del Fmi. Il vicepresidente dell’Eurotower, il p0rtoghese Vitor Constancio, presentando il nuovo rapporto semestrale su Eurolandia, non ha risparmiato aspre critiche ai Paesi europei. «Importanti decisioni» prese per mitigare i rischi finanziari attuali «non sono state sufficienti a superare tutte le difficoltà» . Continuano invece «a prevalere rischi in settori importanti dell’economia dell’area-euro» . Constancio ha sottolineato che le sfide pendenti sul piano di risanamento della Grecia e le preoccupazioni dei mercati «sono aumentate» dal dicembre 2010. In particolare, il rapporto della Bce evidenzia le preoccupazioni dei mercati finanziari per la stretta interconnessione tra banche e settore pubblico, che rappresenta un altro pericolo, in vista della possibilità di scatenare «effetti di contagio» . Secondo la Eurotower, i rischi maggiori sul tappeto sono cinque: il primo è rappresentato dalla vulnerabilità delle finanze pubbliche e del settore finanziario con potenziali effetti di contagio. Il secondo riguarda «i problemi di raccolta del sistema creditizio» , che nel 2011 e 2012 potrebbe rappresentare circa il 30%dell’esposizione totale. Inoltre, altri rischi sono riferiti alle «perdite delle banche derivanti dal declino dei prezzi degli immobili commerciali e residenziali» in alcuni Paesi dell’Eurozona, probabilmente l’Irlanda. Tutti rischi e timori condivisi dai mercati. I quali ieri hanno trascinato al ribasso l’euro— fino a quota 1,4292 dollari— e affossato le borse-valori. Atene ha perso fino al 3%, Milano il 2,16%, Francoforte l’ 1,25%, Parigi l’ 1,49%e Londra l’ 1,04%. Particolarmente penalizzati soprattutto gli istituti bancari, dopo che Moody’s ha messo sotto osservazione il rating delle francesi Bnp Paribas, Societé Générale e Crédit Agricole, minacciando una bocciatura a causa della loro esposizione verso la Grecia. Nel frattempo, Constancio ha ribadito di nuovo con fermezza l’opposizione della Bce alla ristrutturazione del debito greco con il coinvolgimento dei privati voluto dalla Germania. E contemporaneamente a Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del board in Bce, ha suggerito che la soluzione al debito greco potrebbe passare per la cosiddetta «iniziativa di Vienna» , già applicata fra il 2008-2009 per stabilizzare alcuni Paesi dell’Est. In pratica, le banche in possesso dei titoli sovrani greci, alla scadenza dei bond, si dovrebbero impegnare volontariamente a investire in nuovi titoli greci (il cosiddetto «rollover» ). Si parlerà venerdì di questa soluzione anche al vertice fra la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, anch’egli contrario alla ristrutturazione del debito greco. Secondo il settimanale Der Spiegel, la cancelliera si rende conto di dover mitigare l’ira degli europei per la proposta di ristrutturazione volontaria di parte del debito greco rilanciata da Berlino, che martedì scorso avrebbe provocato un altro forte scontro fra i ministri finanziari dei rispettivi Paesi. Non c’è tempo da perdere.

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