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Srl, serve il dissenso a verbale

Il dissenso del socio va verbalizzato affinché sia valido l’annullamento della delibera che cambia lo statuto. Infatti, secondo la Cassazione (sent. del 13 settembre 2012 n. 15342 della Corte suprema, sez. I) non è annullabile da parte di un socio di una società a responsabilità limitata la delibera di assemblea straordinaria con la quale viene modificato lo statuto sociale nel caso in cui lo stesso non abbia fatto verbalizzare il suo dissenso, in sede di riunione assembleare. Possono impugnare le decisioni sociali il singolo socio o i soci che non hanno acconsentito alla decisione: tale formula copre tutte le ipotesi di mancata partecipazione del socio e quindi sia il caso del socio dissenziente, sia di quello astenuto e di quello assente. La legittimazione spetta indipendentemente dal possesso di una determinata percentuale di capitale (diversamente da quanto previsto nella spa).

Il caso. Un socio di una società a responsabilità limitata, con partecipazione del 35% del capitale sociale, aveva impugnato la delibera con la quale l’assemblea straordinaria della società aveva approvato il nuovo testo dello statuto sociale, chiedendo che ne fosse accertata la nullità per difetto di informazione e incompletezza del verbale. O in subordine ne fosse pronunciato l’annullamento in relazione ad alcune modifiche, non imposte dalle nuove norme (oltre che in sé illegittime), e che pertanto non potevano essere approvate con la maggioranza semplice, ma richiedevano la maggioranza dei due terzi e non il 65% raggiunto nel caso specifico. Il tribunale di Torre Annunziata aveva rigettato le domande, compensando le spese. La Corte di appello di Napoli ha poi rigettato il gravame, ritenendo insussistenti le prospettate ipotesi di nullità della delibera, e ha riconosciuto che la mancanza, nel testo del verbale della riunione, della manifestazione da parte del socio del proprio dissenso in ordine alla decisione dell’assemblea di approvare il nuovo statuto nel suo insieme e articolo per articolo implicasse il superamento della contraria volontà da lui manifestata prima, con l’intervento nella discussione e l’allegazione al verbale di una relazione scritta, con conseguente sua carenza di legittimazione, in quanto non dissenziente all’impugnazione della delibera straordinaria.

La posizione della Cassazione. I giudici della Suprema corte hanno rigettato il ricorso confermando quanto disposto dal tribunale di primo grado e dalla Corte di appello. Per il rigetto del ricorso partono dalle mancanze evidenziate dal ricorrente (socio di srl) e cioè:

– dall’assenza, nel testo del verbale della riunione, di una manifestazione del proprio dissenso in ordine alla delibera impugnata;

– dalla violazione di norme di diritto (art. 2436 cod. civ. vecchio testo, art. 2479 bis, anche con riferimento all’art. 2375 cod. civ.), sostenendo che dal verbale, nella parte attestante il risultato della votazione sulle modifiche in questione, risulta il suo dissenso e che non era quindi necessaria la ripetizione di tale dissenso in sede di approvazione dello statuto nel suo insieme;

– dalla contraddittorietà della motivazione per il fatto che, nonostante il rilievo dato dalla sentenza alla allegazione a verbale di una relazione esprimente inequivocamente il suo dissenso, il giudice di appello sia pervenuta alla contraria conclusione;

– dalla violazione del disposto degli articoli 1343 cod. civ., 24 e 102 Cost. con riferimento alla approvazione della nuova clausola arbitrale, stante il suo dissenso, senza l’unanimità nonostante la deroga alla tutela giurisdizionale, costituzionalmente garantita.

I motivi di censura proposti dal ricorrente sono infondati.

La Corte di cassazione evidenzia che la Corte di appello ha fatto riferimento alla circostanza dell’allegazione al verbale di una relazione da parte del ricorrente da cui desumerne la insussistenza nella specie della ipotesi normativa di nullità della deliberazione per difetto assoluto di informazione del socio. Ciò non solo non contrasta, ma neppure interferisce, con la considerazione censurata, secondo la quale la manifestazione di volontà contraria alle specifiche modifiche sottoposte a votazione è stata superata dalla successiva condotta del ricorrente, che si è astenuto dal manifestare il proprio dissenso alla approvazione da parte dell’assemblea del testo dello statuto modificato articolo per articolo e nel suo insieme.

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