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Srl semplificate a un euro: attive solo quattro su dieci

Un’occasione persa. O quantomeno sprecata. Le srl agevolate, quelle a 1 euro, avrebbero potuto rappresentare un buon incentivo all’imprenditorialità soprattutto giovanile: la possibilità di recarsi da un notaio per registrare (gratuitamente) una società a responsabilità limitata avrebbe potuto creare un volano positivo soprattutto tra i più giovani.
Non a caso l’accorgimento era stato presentato all’interno del decreto sulle liberalizzazioni (nel gennaio 2012) proprio come strumento di contrasto alla disoccupazione. E invece i buoni propositi si sono schiantati (per ora) contro il muro di gomma della burocrazia. Il 60% delle 12.973 nuove società, tra srl semplificate e a capitale ridotto iscritte nel registro delle imprese al 31 maggio 2013, è inattivo. Al 31 marzo 2013 il 90% delle società costituite ha dichiarato di non avere personale. I dati sono emersi da un’indagine condotta dalla Federnotai Lombardia. «Al di là della gratuità dell’intervento del notaio non sono al momento previste altre agevolazioni nella filiera — ha detto Enrico Sironi, consigliere nazionale del Notariato —. Gli imprenditori restano soffocati dai tempi autorizzativi decisamente superiori agli standard europei, da fisco e oneri contributivi eccezionalmente alti e da fonti di finanziamento molto ridotte. Occorre migliorare gli strumenti a disposizione e siamo pronti come interlocutore tecnico a contribuire alla soluzione dei problemi, in un percorso di collaborazione con il governo nel comune interesse del Paese».
I dati dell’inattività (rilevati da Infocamere al 31 maggio 2013) raccontano che sei imprese su 10 non operano ancora sul mercato, un dato che alimenta il ragionevole dubbio che in molti casi siamo al cospetto di società simili a scatole vuote che stentano a partire anche a causa della bassa capitalizzazione delle stesse e della conseguente difficoltà a trovare finanziamenti sul mercato del credito. Ma quali territori avevano colto più rapidamente l’opportunità delle srl agevolate? La distribuzione risulta in larga misura concentrata nel Meridione: 5.607 nuove imprese pari al 43% del totale. Segue il Centro con 3.417 nuove società corrispondente al 26% del totale. Il resto equamente diviso tra Nord-Est e Nord-Ovest. Dunque un’occasione persa soprattutto al Sud, dove avrebbe fatto più comodo trovare un antidoto alla crisi occupazionale.
Altro parametro allarmante emerso dalla verifica delle nuove srl è costituito proprio dalla dimensione media delle imprese in termini occupazionali. Stando infatti ai dati disponibili più recenti, il 90% circa delle imprese registrate risulta senza addetti: ossia 9 imprese su 10. Anche in questo caso risulta difficile stabilire, se molte nuove società costituite siano realtà da considerare progetti mai decollati. Esaminando quell’esigua parte di srl che dichiara addetti, si scopre che il 5,5% delle imprese ha un dipendente e il 3,8 % ne denuncia un numero compreso tra 2 e 5. Quanto alla capitalizzazione, le società costituite con 1 euro di capitale sociale sono il 17% del totale, il 45% delle nuove srl è stato costituito con meno di 500 euro, il 19% delle società ha un capitale sociale compreso tra i 500 ed i 900 euro. E poco più di un quinto supera i mille euro. I numeri ci dicono che la macchina non si è mai mossa perché bloccata dalle ganasce della burocrazia. Forse liberarla potrebbe essere utile a tutti.

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