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Srl, riserve a maglie larghe

Le «nuove» srl possono utilizzare la riserva legale anche per gli aumenti gratuiti di capitale sociale.

In seguito all’introduzione della disciplina speciale di cui all’art. 2463, comma 5, c.c. le srl a capitale minimo che accantonano a riserva legale un quinto degli utili netti annuali, possono disporre di queste somme sia per la copertura delle perdite che per gli aumenti gratuiti di capitale sociale. La riserva legale, che comunque è indistribuibile, dovrà però essere reintegrata in seguito ai suddetti utilizzi. È quanto emerge dallo studio «La disponibilità e la distribuibilità delle riserve del patrimonio netto: aspetti civilistici e contabili» datato 15 gennaio 2017, che la Fondazione nazionale commercialisti ha recentemente pubblicato sul proprio sito.

L’espressa disponibilità per aumenti gratuiti del capitale sociale sancita dall’art. 2463, comma 5, implica una riflessione, e di qui lo spunto per l’approfondimento dello studio, con riguardo alla disciplina della riserva legale ordinaria, la cui indisponibilità per aumenti di capitale è stata in passato oggetto di discussione in dottrina.

 

La riserva legale nella «nuova» srl. Con riguardo alla riserva legale delle nuove srl a capitale minimo è stata introdotta una disciplina speciale ex art. 2463, comma 5, c.c. che, a differenza della disciplina generale ex art. 2430 c.c., prevede che l’accantonamento deve essere almeno pari a un quinto degli utili netti annuali, fino al raggiungimento dell’ammontare di 10 mila euro.

Il comma 5 dell’art. 2463 c.c., rispetto all’art. 2430, costituisce norma integrativa, differenziandosene non solo per l’entità degli accantonamenti ma anche in quanto prevede espressamente la possibilità di utilizzare la riserva per gli aumenti di capitale, mentre resta confermato l’obbligo di reintegrare la riserva nel caso diminuisca «per qualsiasi ragione»; ne deriva che la riserva deve essere reintegrata qualora risulti diminuita perché è stata utilizzata per coprire delle perdite o, eventualmente, per un aumento gratuito di capitale.

La differente finalità attribuita alla riserva ex art. 2463, comma 5 c.c. (che è quella di fornire un sussidio alla formazione del capitale sociale, compensando la mancanza del capitale sociale minimo) rispetto a quella ordinaria, chiarisce la ratio della norma che risponde all’esigenza di favorire la capitalizzazione della società, in considerazione del fatto che si tratta di società con capitale inferiore alla soglia di 10 mila euro. Considerata tale funzione della riserva legale, finalizzata a compensare la mancanza del capitale sociale minimo, la disciplina speciale tende a legittimare l’autofinanziamento della società a capitale minimo sopperendo alla mancanza di conferimenti, che vengono pertanto formati in maniera progressiva con i risultati positivi della gestione.

Solo quando la somma del capitale e della riserva legale avrà raggiunto la soglia di 10 mila euro, l’eccedenza (rispetto alla parte che permette di raggiungere la cifra obiettivo di 10 mila euro) potrà svolgere la funzione di protezione del capitale sociale che è quella tipica della riserva legale «ordinaria» ex art. 2430 c.c.

 

La riserva legale «accelerata». La normativa che disciplina la srl con capitale minimo appare molto meno rigida rispetto alle più generali disposizioni che regolano la formazione della riserva legale «ordinaria» ex art. 2430 c.c. In particolare, come dimostrato anche dal dibattito avvenuto in dottrina, anche il regime di utilizzabilità cui è sottoposta la parte della riserva legale c.d. «accelerata», ovverosia la parte formatasi con la destinazione di utili in misura superiore alla ventesima parte degli stessi, è interpretabile in maniera restrittiva. È stato infatti osservato che non è disponibile (nemmeno ai fini dell’imputazione a capitale) la riserva legale costituita in forma accelerata (cioè con accantonamento maggiore a un ventesimo degli utili annuali) in quanto la parte di riserva così costituita è soggetta in tutto e per tutto alla riserva legale fino a che non abbia raggiunto il limite del quinto del capitale sociale; di conseguenza, la destinazione di utili in misura superiore al minimo obbligatorio alla costituzione della riserva non è disponibile in quanto l’accantonamento, sebbene accelerato, risponde a un interesse generale.

In dottrina è stato osservato che non si configura come riserva legale l’accantonamento in eccedenza rispetto al quinto del capitale, essendo quest’ultimo riconducibile a una riserva volontaria o facoltativa o statutaria e dunque disponibile nonché distribuibile, nel rispetto delle regole statutarie. Analogamente, nell’ipotesi di accantonamento degli utili a riserva legale «accelerata» sulla base di una delibera dell’assemblea, la medesima assemblea potrà deliberare sulla distribuzione degli utili precedentemente destinati all’autofinanziamento, come accade per una riserva facoltativa. Quindi il regime dell’indisponibilità per aumenti gratuiti del capitale sociale e dell’indistribuibilità ai soci è applicabile solamente alla parte di riserva legale pari al quinto del capitale sociale; la disciplina della quota di riserva legale eccedente dovrebbe essere ricostruita sulla base del vincolo che ne ha disposto l’accantonamento. Ne deriva, pertanto, che la parte eccedente sarebbe disponibile; nel caso in cui si sia formata in virtù di una clausola statutaria, sarà necessaria una modifica della medesima, al fine dell’utilizzo della medesima per scopi differenti. La nota integrativa al bilancio, in cui deve essere data opportuna informazione ex art. 2427, comma 1, n. 7-bis, dei differenti regimi di disponibilità e/o distribuibilità oltre che di tutte le tipologie di riserve e delle varie «parti» della riserva legale, deve dunque evidenziare necessariamente, se sussistente, la differenza di disciplina delle varie «quote» della riserva legale.

 

La disponibilità della riserva. Dal testo di cui all’art. 2463, comma 5, c.c. che contiene una disciplina integrativa di quella contenuta nell’art. 2430 c.c. non emerge alcun obbligo per la società ad accantonare due riserve legali; ne consegue che qualora la riserva legale di cui all’art. 2463, comma 5, c.c. abbia raggiunto un importo che sommato al capitale sia pari a 10 mila euro e abbia raggiunto il quinto dell’importo del capitale sociale ex art. 2430 c.c., la società non sembrerebbe tenuta a provvedere ulteriormente.

Tuttavia, qualora sia superata la soglia dei 10 mila euro, l’accantonamento verrà eseguito applicando il criterio ordinario del ventesimo degli utili di cui all’art. 2430 c.c. e non, invece, quello integrativo del quinto di cui all’art. 2463, comma 5, c.c., applicabile solo al disotto della soglia dei 10 mila euro.

Nulla vieta che anche nelle srl a capitale minimo, qualora la riserva legale abbia raggiunto entrambi i limiti di cui agli artt. 2463, comma 5, e 2430 c.c., l’importo eccedente possa essere imputato a riserva volontaria o statutaria come osservato per la riserva legale c.d. «accelerata» per la parte eccedente il quinto del capitale sociale.

Ne consegue che la riserva legale iscritta in bilancio a seconda delle parti di cui si compone può essere soggetta a differenti regime di disponibilità e distribuibilità. Ne deriva che:

a)la riserva legale ex art. 2430 c.c. per la parte pari a un quinto del capitale sociale è disponibile solo per la copertura delle perdite ed è indistribuibile;

b)la riserva legale ex art. 2430 c.c. per la parte eccedente il quinto del capitale sociale, costituita a seguito di deliberazione dell’assemblea ordinaria è disponibile sia per la copertura delle perdite che per aumenti gratuiti del capitale sociale ed è distribuibile; per quanto concerne la riserva legale per la parte eccedente il quinto del capitale sociale, qualora derivi da una clausola statutaria, al fine della disponibilità occorrerà, al fine dell’utilizzo per scopi differenti della medesima, rispettare preventivamente le previsioni statutarie e le regole per la modifica o la soppressione delle destinazioni previste nello statuto;

c)la riserva legale formata ex art. 2463, comma 5, c.c. è disponibile sia per la copertura delle perdite (per ultima rispetto alle altre poste del patrimonio netto) che per aumenti gratuiti del capitale sociale ed è indistribuibile;

d)la riserva legale ex art. 2463, comma 5, c.c. per la parte eccedente i limiti di cui agli artt. 2463, comma 5, e 2430 c.c. vale quanto indicato nel punto b).

Bruno Pagamici

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