Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Srl, revisore unico facoltativo

di Eugenio Bruno

Revisore o sindaco unico facoltativi nelle srl. Eliminazione delle semplificazioni sui mutui delle cooperative edilizie. Snellimento del pacchetto scuola e università. Sono alcune delle modifiche apportate al decreto «semplifica Italia», che è stato approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso e che è atteso non prima di domani al Colle per la firma del capo dello Stato. Con il conseguente approdo, nelle prossime 48-72 ore, in Gazzetta Ufficiale.
Il cantiere sulle semplificazioni è ufficialmente ancora aperto. Su diverse norme il confronto tra dicasteri è infatti in corso. Una delle novità principali rispetto al testo di entrata a Palazzo Chigi dovrebbe interessare le società a responsabilità limitata. Al posto del sindaco unico comparso nelle prime bozze e dell'interpretazione autentica dell'articolo 2477 del codice civile contenuto nel testo di entrata, il provvedimento definitivo dovrebbe contenere la possibilità di scegliere con l'atto costitutivo. Sarà quest'ultimo a prevedere la nomina di un revisore o di un organo di controllo. In questo secondo caso la scelta cadrà in automatico su una figura monocratica a meno che lo statuto della srl non disponga diversamente.
Resta da capire se questa misura basterà a vincere le perplessità delle categorie, commercialisti e notai su tutti. Tanto più che il Dl dovrebbe innovare anche la disciplina del controllo nelle spa. La legge di stabilità del novembre scorso ha introdotto un terzo comma all'articolo 2397 del codice civile con la figura del sindaco unico nelle società con ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro. Questo riferimento invece sparirebbe e la possibilità di nominare un sindaco unico verrebbe riservata alle spa che redigono un bilancio in forma abbreviata (e che hanno soglie di patrimonio e volumi ben superiori al milione).
Ma i cambiamenti non dovrebbero esaurirsi qui. L'ultima messa a punto del decreto avrebbe portato all'eliminazione di alcuni articoli o singole norme previste nelle versioni di Dl. È il caso del vecchio articolo 35 che prevedeva condizioni semplificate per l'estinzione dei mutui contratti da cooperative edilizia. Nell'ultima release, complice l'opposizione del ministero dell'Economia, l'intera disposizione sarebbe saltata. Oppure del 47 sullo snellimento contabile per le Camere di commercio. Più o meno stabili dovrebbero invece essere i due grandi blocchi di norme per cittadini e imprese. Delle prime continueranno a fare parte la smaterializzazione dei certificati pubblici, l'individuazione del commissario anti-burocrazia, la possibilità di ottenere il cambio di residenza in tempo reale, la fissazione della data di scadenza delle carte d'identità in coincidenza con il compleanno dell'interessato. Mentre salterebbe l'obbligo per i pensionati di effettuare tutti i versamenti all'Inps con moneta elettronica.
Stesso discorso per le imprese. A fronte della conferma delle norme che puntano ad abbattere gli oneri amministrativi, prolungano il credito d'imposta per le assunzioni al Sud, rendono più semplice l'assunzione di lavoratori stagionali, snelliscono le procedure per le autorizzazioni in materia ambientale, favoriscono le aziende agricole una limatura potrebbe interessare i controlli. Dall'elenco con quelli da sopprimere verrebbero eliminati la certificazione Iso o equivalente. In piena evoluzione sarebbero anche le norme su scuola e università. L'idea di dare più autonomia di budget e di gestione delle risorse umane agli istituti scolastici dovrebbe sopravvivere ma una frenata ci sarebbe sulle reti di scuole e sull'introduzione del voto ponderale auspicato dalle imprese negli organi direttivi delle fondazioni che gestiscono gli Istituti tecnici superiori (Its). Ancora più composito il quadro dell'università. Insieme al portale unico per le iscrizioni e al libretto elettronico dovrebbero restare solo alcune delle modifiche apportate alla riforma Gelmini del 2010 e l'introduzione anche in Italia dei «tecnologi» da assumere per 18-36 mesi. Quelle eliminate potrebbero invece ricomparire nel decreto sui giovani annunciato venerdì dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa