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Srl, recesso se cambia la durata

Il socio di una Srl può esercitare il diritto di recesso quando viene modificata la durata della società. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza n. 9662 della Prima sezione civile depositata ieri. La pronuncia ha così avallato la decisione della Corte d’appello di Milano favorevole alla fuoriuscita dalla compagine sociale di una Srl da parte di una Sas che non aveva acconsentito all’eliminazione della causa di recesso prevista dalla legge in relazione alla durata della società. Per i giudici milanesi la fattispecie in discussione è assimilabile a quella prevista dall’articolo 2473, comma 1 del Codice civile che riconosce il diritto di recesso ai soci che non hanno detto di sì alla cancellazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo.
La Cassazione sottolinea come l’articolo 2473 dispone che il diritto di recesso deve essere riconosciuto in ogni caso ai soci che non hanno dato il loro assenso a una serie di ipotesi di modifiche statutarie e tra queste rientra anche quella dell’eliminazione di una o più cause di recesso previste dall’atto costitutivo. Il secondo comma del medesimo articolo, poi, prevede che, nel caso di società contratta a tempo indeterminato, il diritto di recesso compete al socio in ogni momento e può essere esercitato con un preavviso di almeno 180 giorni, ma l’atto costitutivo può prevedere un periodo di preavviso con durata maggiore purché non superiore a un anno.
Per la Corte passare da un regime di durata a tempo indeterminato della società, con la conseguenza di un diritto di recesso che può essere esercitato sempre, a un regime con una durata predeterminata, che esclude la possibilità del recesso senza scadenze, equivale nei fatti a un’ipotesi di eliminazione di una causa di recesso.
Nel caso esaminato alla società era stata fissata una durata statutaria di fino al 2100. Una scadenza talmente spostata nel tempo da fare ritenere alla Corte assolutamente possibile l’assimilazione alla durata a tempo indeterminato. Tanto più se si tiene conto che la riforma del diritto societario ha potenziato notevolmente il diritto di recesso nelle Srl, tenendo conto soprattutto delle caratteristiche di questa forma societaria che si distingue per la la ristrettezza della compagine dei soci, per il carattere familiare dell’investimento, e, spesso anche della gestione. Da una parte, ricorda la Cassazione, il legislatore ha voluto differenziare maggiormente la società a responsabilità limitata da quella per azioni, ma, dall’altra, ha voluto tutelare i soci di minoranza favorendo l’accessibilità al recesso come contropartita delle ampie facoltà di controllo attribuite ai soci di maggioranza.
Ai soci di minoranza la nuova versione del Codice civile offre così una chance di fuoriuscita rafforzata per quanto riguarda la partecipazione a una società che non ha più i connotati essenziali selezionati dall’investitore. La possibilità di recesso senza limiti di tempo, in caso di indeterminatezza, rappresenta un profilo di affidamento che il legislatore ha inteso tutelare.

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