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Srl, pignoramento quote sprint

Pignoramento diretto sulle quote societarie: non serve la collaborazione degli organi sociali per mettere in atto il pignoramento delle quote di una srl. È quanto ha stabilito il Tribunale di Rimini, con la sentenza n. 15042 del 12 maggio 2016 che ha revocato la sospensione sull’espropriazione di tali quote. Viene, quindi, privilegiata e confermata la soluzione del c.d. «pignoramento diretto» stabilito di recente in giurisprudenza.

Risulta, pertanto superata la tesi secondo cui il pignoramento fosse soggetto alla disciplina dell’esecuzione presso terzi.

D’altronde con la modifica dell’art. 2471 c.c. si è voluto evitare di dovere fissare l’udienza per la dichiarazione della società (art. 543 c.p.c.). Difatti, la nuova versione dell’art. 2471 c.c prevede, per potere procedere al pignoramento della quota, la notifica di questa procedura forzata al debitore e alla società e poi l’iscrizione nel registro delle imprese. Dunque, il creditore può assumere tutte le informazioni del caso (titolarità e valore nominale delle quote, direttamente dal registro delle imprese (dove viene annotato il trasferimento). Nella sentenza viene anche l’orientamento della Suprema corte in tema di impignorabilità delle quote di snc per cui, relativamente alle società personali, l’espropriazione della quota, comportando l’inserimento nella compagine sociale di un nuovo soggetto prescindendo dalla volontà degli altri soci, introdurrebbe un elemento di novità incompatibile con i caratteri di tale tipo di società (Cass., n. 15605/02).

Stessa cosa vale anche per il caso in cui vengano contestualmente assoggettate a pignoramento tutte le quote sociali della società personale, a maggior ragione quando, come nel caso di specie, la contestualità del pignoramento è data unicamente dalla scelta processuale del creditore di unificare in un unico atto il pignoramento delle quote distinte dei soci.

Per questi motivi il tribunale di Rimini ha confermato il pignoramento delle quote sociali della srl e sospendendo, invece, quello sulle quote delle snc.

Al contrario, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 36929 del 14 settembre 2015 ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo per equivalente sulla partecipazione sociale di un uomo che nella sas rivestiva la carica socio accomandatario. Nel caso di specie non risultava nominato un amministratore della quota stessa e così l’intuitus personae su cui si fonda il patto sociale rimane immutato. Nel nostro ordinamento giuridico l’esproprio delle quote sociali è una forma del processo esecutivo che è regolato solo nel codice civile e non, quindi, nel codice di procedura civile

In tale contesto, il decreto legge n. 132/14 (convertito in legge n. 162/2014) ha notevolmente modificato gli artt. 518, 543 e 557 (introducendo l’art. 521-bis), prevedendo in particolare che la formazione del fascicolo dell’esecuzione avvenga a cura dell’avvocato.

Vincenzo D’Andò

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