Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Srl in perdita, la rata conta

La società, per restare fuori dalla disciplina di quelle in perdita fiscale, deve realizzare un utile fiscale positivo, determinato tenendo conto dell’intero ammontare della plusvalenza da cessione di beni strumentali, ancorché la stessa sia tassata in cinque anni.

Così l’Agenzia delle entrate che, con la risoluzione 68/E di ieri, ha fornito i chiarimenti sulla corretta applicazione della disciplina delle società in perdita sistematica, di cui ai commi da 36-decies a 36-duodecies, art. 2, dl 138/2011, convertito con modificazioni dalla legge 148/2011.

Il caso contemplato riguarda una società a responsabilità limitata, esercente l’attività alberghiera e di ristorazione, che, nel corso dell’esercizio 2010, ha ceduto un immobile a destinazione abitativa, realizzando una determinata plusvalenza che, in ossequio alle lettere a) e b), del comma 1 e del comma 4, dell’art. 86, dpr 917/86, ha rateizzato in cinque anni.

La società evidenzia che, se non avesse proceduto nella rateizzazione, avrebbe concretizzato, nell’esercizio di realizzo (2010) della plusvalenza da cessione del bene strumentale, un utile fiscale con la conseguente fuoriuscita dal campo di applicazione della disciplina antielusiva sulle società in perdita sistematica.

In aggiunta, la società istante ricorda che con apposito provvedimento direttoriale (n. 87956/2012), l’Agenzia delle entrate ha confermato che la disapplicazione della disciplina interviene «per quelle società per le quali risulta positiva la somma algebrica della perdita fiscale di periodo e degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative».

L’Agenzia delle entrate richiama il medesimo provvedimento ricordando che la disapplicazione è consentita certamente per determinate situazioni oggettive e, in particolare, che la lettera h) di detto provvedimento indica, quale caso particolare di disapplicazione, quello richiamato dall’istante, riferibile alla presenza di disposizioni agevolative, affermando ulteriormente che, come evidenziato in altri documenti di prassi (circ. n. 25/E/2007 e risoluzione n. 110/E/2007), anche la rateizzazione della plusvalenza debba essere inquadrata come agevolazione.

La circolare citata (n. 25/E/2007), aveva precisato che tra gli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile devono essere considerati, a titolo meramente esemplificativo, i proventi esenti o soggetti a ritenute d’imposta o imposte sostitutive, i redditi esenti per detassazione delle plusvalenze da realizzo, di cui all’art. 87 del Tuir e i dividendi parzialmente esclusi da tassazione, di cui all’art. 89 del medesimo Tuir.

Le Entrate, però, non possono soprassedere sulla «non definitività» della disposizione concernente la rateizzazione, giacché in tal caso nel primo esercizio (quello di realizzo) la plusvalenza viene stornata per il 100% mentre soltanto il 20% partecipa alla formazione del reddito fiscale, ma negli esercizi successivi il restante 80% (4 quote pari al 20%) va a incrementare il risultato dei quattro esercizi successivi, con la conseguenza che tale imputazione potrebbe riportare in utile fiscale la società.

Pertanto, per l’Agenzia delle entrate gli effetti di natura tributaria non devono essere sterilizzati soltanto nell’esercizio di realizzo della plusvalenza, ma anche nei quattro periodi successivi operando come segue: nel primo periodo in cui viene realizzata la plusvalenza (X), il risultato fiscale deve essere incrementato dell’ammontare delle quote rinviate agli esercizi successivi (80%), mentre nei periodi d’imposta successivi, il risultato fiscale di periodo deve essere ridotto dell’ammontare di quota corrispondente alla variazione fiscale in aumento eseguita in sede di dichiarazione (20% esercizio X+1, 20% esercizio X+2, 20% esercizio X+3 e 20% esercizio X+4).

In conclusione, le società che si trovano in situazioni analoghe potranno disapplicare in modo automatico (senza istanza di interpello) la disciplina sulle società in perdita sistematica, in presenza di risultati di natura fiscale positivi, tenendo conto degli effetti derivanti dal rinvio della tassazione della plusvalenza che, naturalmente, deve rispettare il requisito richiesto dall’art. 86 del Tuir, ovvero che il bene sia posseduto per un periodo non inferiore a tre anni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa